GROSSETO. La questione degli autovelox continua a creare confusione tra cittadini e amministrazioni. Dopo le ultime pronunce della Corte di Cassazione, molti si chiedono: le multe sono valide oppure no? E soprattutto: perché in Maremma gli autovelox sono ancora spenti?
Facciamo chiarezza, con una guida pratica, semplice e aggiornata.
La sentenza della Cassazione: cosa dice davvero
La recente ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026 della Corte di Cassazione ha riacceso il dibattito, ma non ha rivoluzionato tutto come qualcuno ha raccontato. (Clicca qui per scaricarla)
La Corte ha ribadito un principio chiaro: in caso di contestazione, spetta all’amministrazione dimostrare: la corretta omologazione dell’autovelox e la taratura periodica dello strumento.
In altre parole, non basta installare un dispositivo: deve essere tecnicamente affidabile e certificato.
Allo stesso tempo, la Cassazione ha confermato una multa perché, nel caso specifico, era stata dimostrata la regolare verifica di funzionamento dell’apparecchio.
Questo significa che non tutte le multe sono nulle, ma non tutte sono automaticamente valide.
Omologazione e approvazione: la differenza che cambia tutto
Il punto più importante riguarda la differenza tra: approvazione → autorizzazione amministrativa e omologazione → certificazione tecnica completa.
La Cassazione ha più volte chiarito che non sono la stessa cosa e che, in caso di ricorso: il Comune deve dimostrare la regolarità tecnica dello strumento.
Quando una multa può essere contestata
Una multa da autovelox può essere contestata se: l’apparecchio non è omologato, manca la prova della taratura periodica, non viene dimostrato il corretto funzionamento e la segnalazione è assente o insufficiente.
In questi casi, molti ricorsi negli ultimi anni sono stati accolti dai giudici.
Quando invece la multa è valida
La sanzione è più difficile da contestare se l’autovelox è omologato, la taratura è aggiornata, il dispositivo funziona correttamente e la postazione è segnalata. In questo caso, anche alla luce della sentenza 7374/2026, la multa può reggere.
Il caso Maremma: autovelox spenti
In Maremma, la situazione è ancora più chiara: tutti gli autovelox risultano attualmente spenti. Ma, attenzione, funziona il tutor sulla Grosseto-Siena.
Una scelta prudenziale da parte delle amministrazioni, legata proprio al caos normativo degli ultimi mesi.
Molti Comuni, infatti, hanno preferito evitare contenziosi per non rischiare ricorsi a raffica. Quindi hanno deciso di attendere indicazioni più certe.
Ma ora qualcosa potrebbe cambiare
Proprio alla luce della recente sentenza della Cassazione, alcune amministrazioni stanno valutando di riattivarli. E si sarebbero già mossi con la Prefettura per avere il via libera.
Il motivo è semplice: la Corte ha dato un segnale importante e non basta un vizio formale per annullare automaticamente una multa.
Se il dispositivo è affidabile e verificato, la sanzione può essere considerata valida.
Questo apre uno spiraglio per i Comuni: riaccendere gli autovelox, ma solo se in regola con certificazioni e controlli.
Una situazione ancora incerta
Nonostante tutto, il quadro resta confuso. Non esiste ancora una norma definitiva che chiarisca tutto e le sentenze continuano a essere interpretate in modo diverso.
Per questo motivo i cittadini continuano a fare ricorsi, i Comuni si muovono con cautela e il sistema resta in una zona grigia.
Cosa deve fare un cittadino oggi
Se ricevi una multa da autovelox: verifica se il dispositivo è omologato, controlla la taratura, valuta la segnaletica e in caso di dubbi, puoi fare ricorso. È proprio su questi elementi che si gioca la validità della sanzione.
La sentenza della Cassazione non cambia tutto, ma introduce un principio importante: conta sempre di più la prova tecnica del corretto funzionamento.
In Maremma, per ora, gli autovelox restano spenti. Ma il dibattito è riaperto e le prossime settimane potrebbero portare novità.



