Eolico sotto accusa: «Inquina con sostanze tossiche». Esposto in Procura a Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Eolico sotto accusa: «Inquina con sostanze tossiche». Esposto in Procura a Grosseto

Italia Nostra lancia l’allarme sui Pfas rilasciati dalle pale: chieste analisi sui terreni e stop ai nuovi impianti in Maremma
L'impianto eolico di Poggi Alti a Scansano, l'unico, al momento, attivo in Maremma
L’impianto eolico di Poggi Alti a Scansano, l’unico, al momento, attivo in Maremma (dal 2007)

GROSSETO. L’associazione Italia Nostra torna al centro del dibattito sulle energie rinnovabili con una presa di posizione destinata a far discutere: secondo l’organizzazione, gli impianti eolici potrebbero rappresentare una fonte di inquinamento ambientale.

Il tema è stato formalizzato in un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Grosseto dall’avvocato Vittorio Peronaci, con il sostegno della sezione toscana dell’associazione. L’obiettivo è chiaro: chiedere verifiche e indagini sui possibili effetti delle pale eoliche su suolo, acqua e salute pubblica.

Al centro della segnalazione c’è un aspetto finora poco discusso: la dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche potenzialmente pericolose durante il ciclo di vita degli aerogeneratori.

Le accuse: «Rilascio di sostanze tossiche dalle pale»

Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, il problema non riguarda solo l’impatto visivo o acustico degli impianti, ma anche un possibile inquinamento “invisibile”, legato all’usura delle pale.

Le turbine eoliche, infatti, sarebbero soggette a fenomeni di erosione causati da vento, pioggia, polveri e agenti atmosferici. Questo processo, nel tempo, può generare il rilascio di micro-particelle e composti chimici nell’ambiente, tra cui: resine epossidiche, microplastiche e Pfas (sostanze perfluoroalchiliche).

Queste sostanze, definite “forever chemicals”, sono note per la loro estrema persistenza e per la capacità di accumularsi negli organismi viventi.

Secondo alcune ricerche citate nell’esposto, una singola turbina potrebbe disperdere anche decine di chilogrammi di particelle ogni anno, con effetti ancora poco studiati su ecosistemi e salute umana.

Pfas e rischi per la salute: cosa sostiene il dossier

Il documento allegato all’esposto entra nel dettaglio tecnico e normativo, evidenziando i possibili rischi legati ai materiali utilizzati nelle pale eoliche.

Tra le sostanze segnalate compaiono: Bisfenolo A (BPA), Bisfenolo F e altri composti Pfas.

Questi materiali vengono utilizzati nei rivestimenti delle pale per migliorarne la resistenza e l’aerodinamica. Tuttavia, secondo il dossier, l’erosione potrebbe favorirne la dispersione sotto forma di polveri e micro-particelle.

I Pfas sono classificati come sostanze altamente persistenti e potenzialmente cancerogene, interferenti endocrini e bioaccumulabili.

L’esposizione è stata collegata, in letteratura scientifica, a diverse patologie, tra cui tumori, disturbi ormonali e problemi di fertilità.

Il nodo normativo: «Impatto non valutato nelle Via»

Uno dei punti centrali sollevati riguarda le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (Via).

Secondo quanto denunciato, i progetti eolici non considererebbero adeguatamente il rischio chimico, non segnalerebbero tutte le sostanze presenti e non valuterebbero la dispersione nel lungo periodo.

In particolare, si evidenzia un possibile conflitto con il principio europeo del “Do No Significant Harm” (DNSH), che impone di non arrecare danni significativi all’ambiente.

L’accusa è che le normative attuali siano insufficienti nel valutare l’intero ciclo di vita degli impianti, dalla costruzione allo smaltimento.

Maremma sotto osservazione: tra presente e futuro

Il caso riguarda da vicino il territorio grossetano.

Attualmente, l’unico impianto eolico attivo in Maremma è quello di Poggi Alti, nel comune di Scansano. Proprio su questo sito l’esposto chiede verifiche immediate sullo stato dei terreni.

Ma il vero tema è prospettico.

Secondo Italia Nostra, nei prossimi anni potrebbero essere realizzati circa 130 nuovi aerogeneratori con altezze fino a 200 metri e una distribuzione su più comuni della provincia.

Un’espansione che, secondo l’associazione, potrebbe moltiplicare i rischi ambientali, in particolare per suoli agricoli, falde acquifere e biodiversità.

Un dibattito più ampio: energia rinnovabile e impatto ambientale

Il dossier allegato all’esposto inserisce la questione in un contesto più ampio: quello della transizione energetica.

Secondo gli autori, l’attuale spinta verso le fonti rinnovabili, in particolare quelle intermittenti come l’eolico, sarebbe incentivata da politiche europee, non sempre efficace nella riduzione delle emissioni globali e potenzialmente dannosa per territori fragili.

Viene quindi sollevata una critica di fondo: il rischio che la transizione energetica, se non gestita correttamente, possa generare nuovi problemi ambientali invece di risolverli.

Le richieste: «Fermarsi e verificare»

Italia Nostra avanza una serie di richieste precise alle istituzioni. Fra queste analisi indipendenti sui terreni vicino agli impianti esistenti, obbligo di valutazione del rischio chimico nelle Via, applicazione rigorosa del principio DNSH e sospensione delle autorizzazioni fino a chiarimenti.

L’obiettivo è introdurre un approccio più prudente e basato su dati scientifici completi.

Un tema destinato a far discutere

L’esposto presentato alla Procura di Grosseto apre un nuovo fronte nel dibattito sulle energie rinnovabili.

Se da un lato l’eolico è considerato una risorsa fondamentale per la decarbonizzazione, dall’altro emergono interrogativi sempre più rilevanti sugli effetti collaterali.

La questione sollevata da Italia Nostra è destinata a dividere: da una parte chi vede nell’eolico una soluzione indispensabile, dall’altra chi chiede maggiore cautela e approfondimento scientifico.

Il punto centrale resta uno: la sostenibilità ambientale non può prescindere da una valutazione completa degli impatti, anche quelli meno visibili.

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