In cattedrale il precetto pasquale interforze: «La fiducia è la base di ogni scelta» | MaremmaOggi Skip to content

In cattedrale il precetto pasquale interforze: «La fiducia è la base di ogni scelta»

Celebrazione in Duomo con autorità civili e militari. Il vescovo Giordano: «La presunzione di sapere è la radice degli errori». Il pensiero alle famiglie dei militari
In cattedrale il precetto pasquale interforze

GROSSETO. La cattedrale di San Lorenzo ha ospitato venerdì 20 marzo il precetto pasquale interforze, tradizionale momento di preghiera e riflessione che riunisce Forze armate, Forze di polizia e corpi di soccorso del territorio.

Una celebrazione sentita e partecipata, presieduta dal vescovo Bernardino Giordano, che ha richiamato tutti a un tema centrale: la fiducia come fondamento delle relazioni e delle decisioni.

Autorità e istituzioni presenti alla celebrazione

Alla funzione hanno preso parte le principali autorità civili e militari della provincia:la prefetta Paola Berardino, il questore, i comandanti provinciali delle Forze armate e di sicurezza, il presidente della Provincia Francesco Limatola, insieme ai rappresentanti delle associazioni d’arma.

Presenti anche le dame della Croce rossa italiana, una delegazione del Pasfa, i vigili del fuoco e le rappresentanze delle polizie municipale, provinciale e penitenziaria.

A concelebrare la messa sono stati don Michele Fiore, cappellano militare, e don Alfio Bambagioni, cappellano della polizia di Stato.

Il significato del centenario dell’ordinariato militare

L’edizione di quest’anno ha assunto un valore ancora più significativo perché inserita nel centenario dell’ordinariato militare d’Italia (1926-2026), un secolo di accompagnamento spirituale per uomini e donne in divisa.

Un anniversario che rafforza il legame tra fede, servizio e responsabilità pubblica.

Il messaggio del vescovo: «La fiducia nasce dal dubbio»

Partendo dal Vangelo del giorno, monsignor Bernardino Giordano ha offerto una riflessione profonda sulla presunzione di sapere. «La presunzione di sapere è la radice di ogni tragedia personale – ha detto – Pensiamo di conoscere già tutto degli altri e finiamo per chiuderci alla novità».

Da qui l’invito a recuperare il valore del “ragionevole dubbio”:
«Ogni cambiamento nasce dal dubbio che ciò che so non sia tutto. Siamo chiamati a costruire decisioni basate su una fiducia autentica».

Il vescovo ha poi utilizzato una metafora efficace per spiegare il senso dell’indulgenza nel cammino giubilare:
«Il peccato è come un chiodo nel muro: toglierlo è il perdono, ma resta il segno. L’indulgenza è ciò che elimina anche quella traccia, restituendo luce al cammino».

Il pensiero alle famiglie dei militari

Al termine della celebrazione, dopo la preghiera per la patria, è intervenuto il comandante del presidio militare, colonnello Salvatore Sansone.

Il suo è stato un intervento intenso, rivolto in particolare alle famiglie: «Le nostre famiglie portano un peso emotivo importante. Sono loro che ci aspettano, che condividono silenzi e sacrifici. A loro va il nostro grazie, perché rendono il nostro servizio una missione».

«Curare i legami per custodire l’umanità»

A raccogliere il messaggio è stato ancora il vescovo Giordano, che ha rilanciato il tema della cura dei legami.

«Per far vivere una cosa bisogna alimentarla – ha spiegato – Vale per una pianta, per un animale e vale per i nostri rapporti. Se smettiamo di nutrirli, muoiono».

Un invito chiaro rivolto a tutti, in particolare a chi ogni giorno è chiamato a servire lo Stato: custodire i legami umani per non perdere il senso più profondo del proprio impegno.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati