GROSSETO. I disturbi dell’alimentazione sono malattie che possono avere tante forme: non si tratta solo di di problemi con il cibo. Quando si parla di questi disturbi la situazione è complessa e, come accade spesso per i disturbi mentali, esistono molte sfumature. La storia di oggi è quella di una donna di 42 anni, che chiameremo Martina, un nome di fantasia, che ha sviluppato un Dca (disturbo comportamento alimentare).
Tutto per lei è iniziato quattro anni fa, a causa di una relazione tossica.
«Prima di avere un figlio era tutto rose e fiori: era il compagno perfetto. Era una persona squisita, poi nel tempo ha cambiato atteggiamenti, diventando egoista, scontroso e avido – racconta la donna – Io ho combattuto con tutte le forze che avevo e, nel farlo, mi sono ammalata. Ho sviluppato un disturbo dell’alimentazione proprio in quel periodo. Non riuscivo a mangiare, avevo un blocco emotivo che mi chiudeva lo stomaco».
Dca e relazione tossica
Il disturbo dell’alimentazione è qualcosa che ti consuma, che toglie energie e speranze per il futuro. Chi ne soffre vive una quotidianità complessa, spesso senza le forze per affrontare anche le cose più semplici. In molti casi può essere una patologia secondaria, legata a una sofferenza più profonda.
«Nel mio caso il problema era la relazione tossica, che mi ha portato a sviluppare un blocco psicologico: io proprio non riuscivo a mangiare. Mi si chiudeva lo stomaco – dice Martina – A settembre 2025 sono arrivata a pesare 37 chili e sono alta circa un metro e settanta. Guardavo il cibo e volevo mangiare, ma il corpo me lo impediva».
«Le liti continue mi hanno esasperata, fino a farmi ammalare. Prima non avevo nessun problema con il cibo e con il mio corpo, sono sempre stata sportiva – conclude – Oggi ho preso circa dieci chili e vedere quel 4 e non più un 3 sulla bilancia è come toccare la luna con un dito. È necessario farsi seguire da psicologi specializzati in disturbi dell’alimentazione».
La guarigione
Il percorso per uscire da un disturbo dell’alimentazione è lungo, fatto di alti e bassi. Ma le conseguenze non sono solo psicologiche: Martina oggi ha anche problemi fisici alle gambe, per i quali è in cura.
«Quando me ne sono andata da casa la situazione ha iniziato a migliorare. Poi ho avuto un virus intestinale e la ripresa è stata molto lenta. A gennaio 2026 ho iniziato a riprendere peso – racconta – In quattro anni ho chiesto aiuto a centri specialistici che mi hanno consigliato di allontanarmi da quella situazione, ma non ne avevo la possibilità. A luglio 2025 un lutto familiare mi ha dato la spinta per cercare di stare bene».
La guarigione è un percorso complesso, fatto anche di ricadute. Si tratta di rieducare la mente e il sistema nervoso a nuovi schemi e non è affatto semplice. Ma non è impossibile: i disturbi dell’alimentazione possono essere curati con l’aiuto di specialisti.
«Dopo il virus intestinale ho deciso di rimettermi in sesto. Ci vuole forza, ma uscirne è possibile – dice Martina – Vorrei dire a chi soffre che non è solo e che chiedere aiuto è fondamentale: nei centri specializzati si può trovare un supporto concreto, come è successo a me. Bisogna trovare la forza di affrontare ciò che ci fa male e di allontanarsi dal problema, quando è esterno».
L’appello di Martina
Martina è riuscita ad allontanarsi dalla situazione che le faceva male, trovando un appartamento in affitto.
«Vivo in una zona balneare e l’affitto non è annuale, ma solo temporaneo, quindi non posso prendere la residenza. All’inizio della stagione non avrò una casa e potrei dover tornare a vivere con il mio ex – spiega – Spero di trovare una casa stabile per me e mio figlio e tornare a essere una mamma a 360 gradi. In questo percorso, per quanto difficile, sono stata fortunata ad avere il sostegno di familiari, amici e professionisti».
Per chi avesse un appartamento da affittare a Martina è possibile scrivere a redazione@maremmaoggi.net.
Per ricevere aiuto, è attivo il numero verde 800 180 969: uscirne è possibile e il primo passo, quello più difficile, è chiedere aiuto. In Maremma, a Castiglione della Pescaia, ha aperto la Casa Mora nel 2024, una struttura dove è possibile essere sostenuti e aiutati, per contattarlo basta chiamare lo 0564 486130 dalle 9 alle 11 dal lunedì al venerdì, oppure inviare una email a dnacasamora.gr@uslsudest.toscana.it. A Grosseto, invece, c’è il centro per i disturbi alimentari Il Mandorlo, si trova all’ospedale Misericordia, ed è possibile chiamare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 11 lo 0564 486130.



