Tirrenica, la politica contro il Governo: «Ripartire da zero è inaccettabile» | MaremmaOggi Skip to content

Tirrenica, la politica contro il Governo: «Ripartire da zero è inaccettabile»

Pd e Noi Moderati Udc tornano a chiedere al Governo fondi e tempi certi per il completamento del Corridoio Tirrenico. Al centro il tratto sud dell’Aurelia e la sicurezza stradale
Un'immagine emblematica della situazione della Tirrenica: a Capalbio, sull'Aurelia, un grosso Tir supera un trattore, invadendo la corsia opposta
Un’immagine emblematica della situazione della Tirrenica: a Capalbio, sull’Aurelia, un grosso Tir supera un trattore, invadendo la corsia opposta

GROSSETO. Dal 1968 la Maremma aspetta che il tratto da San Pietro in Palazzi a Tarquinia venga completato, da allora sono stati fatti due braccetti a nord e a sud, mancano oltre 140 km in mezzo. A quasi sessant’anni dall’avvio del progetto, dopo dichiarazioni e promesse non mantenute da parte di tutti, il Corridoio Tirrenico torna al centro dello scontro politico dopo le recenti dichiarazioni che ipotizzano una ripartenza da zero dell’opera.

Una prospettiva che scatena le reazioni dei partiti sul territorio, preoccupati per quello che definiscono un nuovo, grave stop allo sviluppo infrastrutturale della Maremma.

Il Partito democratico: «Governo senza visione, servono risorse subito»

Il Partito democratico provinciale esprime «profonda preoccupazione per il grave disinteresse dimostrato dal Governo» nei confronti della realizzazione e del completamento della Tirrenica.

«Ripartire da zero, come dichiarato da un noto senatore del centrodestra, è semplicemente scandaloso», affermano il segretario provinciale Giacomo Termine e il responsabile infrastrutture Daniele Tonini.

Secondo il Pd, «ancora una volta il Governo dimostra di non avere alcuna visione chiara per le infrastrutture della Maremma». L’accusa è diretta al Governo Meloni e al ministro Salvini, chiamati a «cambiare immediatamente rotta, destinando le risorse necessarie al completamento della Tirrenica e alla sua manutenzione».

Nel mirino anche il pedaggio del casello di Rosignano Solvay, definito «ingiustificabile», mentre — sottolineano Termine e Tonini — non vengono finanziati «i lotti a sud della provincia e i successivi fino a San Pietro in Palazzi».

Peraltro, nella conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha sottolineato l’impegno del Governo per le infrastrutture. Impegno, però, con un buco da oltre 140 km. Come se la cartina dell’Italia si fosse strappata in corrispondenza della costa della Toscana.

Sicurezza stradale a rischio

A preoccupare è anche lo stato del manto stradale: «Gravissima è la situazione del tratto sud di Capalbio e del segmento che va dall’uscita di Giuncarico fino a Grosseto — spiegano — con un aumento degli incidenti negli ultimi mesi».

«La sicurezza stradale non può essere sacrificata sull’altare della propaganda e del populismo».

Giani: «La Regione non farà passi indietro»

Il Pd richiama anche le parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha ribadito come la Regione non intenda fare «nessun passo indietro» sulla Tirrenica.

Giani ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di euro per il tratto sud, risorse che — sottolinea il Pd — «rappresentano la conferma concreta dell’impegno della Regione Toscana affinché l’opera sia rapidamente finanziata e appaltata nei lotti già pronti e dotati di progettazione valida».

Noi Moderati: «Ammainare le bandiere ideologiche»

Sul Corridoio Tirrenico interviene anche Noi Moderati-Udc. Il commissario provinciale Daniele Brogi invita a «lavorare uniti» per sbloccare finalmente l’opera.

«La prospettiva di vedere conclusi entro il 2027 i lavori della Grosseto–Siena rende ancora più urgente completare l’adeguamento dell’Aurelia — afferma — perché solo così la Maremma potrà diventare uno snodo viario decisivo per il Centro Italia».

Secondo Brogi, l’infrastruttura è strategica per il porto di Piombino, per il Polo chimico di Scarlino e per l’intero comparto agricolo maremmano.

«Come partito di maggioranza — aggiunge — intendiamo sensibilizzare il Governo affinché il tema torni al centro dell’agenda nazionale. Ma serve un intervento totale e deciso sull’intero tracciato, non uno spezzatino».

Sessant’anni di attesa

Brogi ricorda come la Tirrenica sia un progetto avviato nel 1968 «che, nonostante l’alternarsi di governi di ogni colore, non ha ancora trovato una conclusione».

«Serve fare squadra, coinvolgere operatori economici e imprenditori — conclude —. È il momento di trasformare cinquant’anni di attese in un’opera concreta, utile e finalmente all’altezza delle potenzialità della Maremma».

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