Coltello in classe, i legali contestano la sindaca: «Parole inopportune sui minori» | MaremmaOggi Skip to content

Coltello in classe, i legali contestano la sindaca: «Parole inopportune sui minori»

Gli avvocati della famiglia del minore coinvolto nel caso del coltello a scuola replicano duramente alla sindaca di Castiglione della Pescaia: «Parole sbilanciate, si tutelino i minori». Pubblicata per intero la nota inviata alla redazione
Coltello in classe. Le scuole medie di Castiglione della Pescaia
Coltello in classe. Le scuole medie di Castiglione della Pescaia

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Dopo la pubblicazione del nostro articolo del 19 novembre 2025, relativo al caso del coltello comparso in classe e alle successive dichiarazioni della sindaca Elena Nappi, la famiglia del minore coinvolto – tramite mandato conferito agli avvocati Graziano Sarpa e Silvia Badini – ha inviato alla redazione una nota di precisazione e di critica rispetto ai termini utilizzati e ad alcune ricostruzioni riferite al presunto contesto di bullismo.

I legali chiedono espressamente che il testo venga pubblicato integralmente. Lo riportiamo qui di seguito senza modifiche, attenendoci alla richiesta formale ricevuta.

Testo integrale della nota degli avvocati

Su incarico della mamma del ragazzino – assertivamente colpevole di “bullismo” – riscontriamo il contenuto della notizia apparsa in data 19.11 u.s. sul quotidiano online MaremmaOggi, ove vengono, altresì, riportate alcune affermazioni della sindaca di Castiglione della Pescaia.

Ebbene, in primis, pur comprendendo e rispettando il diritto di cronaca, ci permettiamo di rilevare come detto diritto debba essere necessariamente contemperato e calmierato con il requisito di misura, equilibrio e buon senso quando si tratta di minori.

Al netto di ciò che sarà la verità – la cui ricostruzione è compito unico ed intangibile degli organi di giustizia – riteniamo inammissibile l’utilizzo – improvvido – di certi termini, utilizzo che – senza l’infausta parvenza di una fattiva indagine sull’accaduto – ha già destabilizzato i soggetti coinvolti ed un intero paese.

In tale ottica, pertanto, censuriamo le parole “casi di bullismo” (asseritamente gravi) ed “omertà” riportate nell’articolo e da quo come riferite alla sindaca Elena Nappi, la quale è assolutamente legittimata, titolata e qualificata nel riferire alla stampa quanto in tutela dell’immagine del paese che rappresenta e nel difesa dei cittadini che le hanno conferito fiducia, senza – però – anticipare giudizi e supposizioni – riferibili agli organi di giustizia – che hanno inevitabili ed irreparabili ripercussioni sull’oggi.

Ci permettiamo da ultimo di rappresentare – sommessamente, sulla base dell’esperienza acquisita – che certi avvenimenti dovrebbero essere affrontati “sottovoce” al fine di tutelare effettivamente i soggetti coinvolti, con relative istanze inviate ed accertamenti demandati unicamente agli organi giudiziari ad hoc preposti.
Con invito a pubblicare la presente Nota sul quotidiano online in indirizzo.

Avv.ti Graziano Sarpa e Silvia Badini

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