GROSSETO. Era l’1 di notte, domenica 8 giugno. Una moto, due ragazzi, la strada che corre verso Marina di Grosseto da Castiglione della Pescaia. Una semicurva, l’unica su quel tratto della provinciale delle Collacchie, e all’improvviso la caduta. Un boato nel silenzio della notte.
Lei, 19 anni appena. Lui, 18. Una stagione di vita che dovrebbe essere tutta sogni e mare, non sirene e paura.
La corsa alle Scotte, la preghiera di un paese intero
La ragazza fu soccorsa con Pegaso e portata alle Scotte di Siena. Le condizioni, gravissime. È rimasta a lungo ricoverata in rianimazione, in prognosi riservata. In un attimo la notizia era arrivata nel suo paese d’origine, Batignano, dove tutti la conoscono, dove basta una voce per far arrivare l’eco in ogni casa.
«Stiamo pregando tutti per lei – avevano detto subito nel paese – e per la sua famiglia. È forte, ce la farà».
Nei paesi funziona così: quando succede qualcosa a uno, succede a tutti.
Un biglietto, una parola: «Miracolo»
Passano giorni. Poi settimane. Fino a quando la ragazza apre gli occhi. In ospedale prende carta e penna. Una mano che ancora trema, ma non rinuncia a dire ciò che sente dentro.
Scrive una sola parola, seguita da un cuore: «Miracolo ♥».
Una testimonianza fragile e potentissima. La risposta che nessuno osa pretendere, ma tutti sperano.
Nel frattempo la giovane viene trasferita dal policlinico di Siena a un centro di riabilitazione. Il cammino è lungo, ma c’è chi l’accompagna: la sua famiglia, gli amici, la comunità intera che non smette di tendere le mani verso di lei.
Il ritorno a casa: una gioia che abbraccia Batignano
Lo scorso fine settimana, finalmente, la ragazza è potuta tornare a casa. La sua casa. Il suo paese. La sua vita che riparte, piano ma forte.
Una gioia che corre lungo le vie di Batignano. Lì dove tutti hanno aspettato, temuto, pianto, sperato. Perché quando la fede resiste, la paura si fa più piccola.
Una messa per dire grazie
Martedì 4 novembre, alle 21, nella chiesa di San Martino a Batignano, sarà celebrata una messa di ringraziamento.
Non solo per il «miracolo» con la M maiuscola. Ma per tutti i miracoli quotidiani che una comunità riesce a compiere stringendosi attorno alla fragilità di una ragazza di 19 anni che ha ancora una vita intera davanti.
E che l’ha reclamata con un biglietto scritto a mano.




