MANCIANO. Il borgo di Montemerano perde una delle sue anime più speciali. È morto a 88 anni Mariano Dolci, il burattinaio che con il suo talento e la sua immensa creatività ha portato arte e fantasia tra le strade del paese per oltre mezzo secolo.
Da qualche tempo si era trasferito a Pisa per motivi di salute, ma Montemerano è sempre rimasto la sua vera casa.
Origini internazionali e una vita tra cultura e conoscenza
Dolci nacque nel 1937 a Belgrado, dove il padre si trovava per lavoro. Il suo destino fu intrecciato fin da subito con la storia d’Italia: era nipote dell’ex presidente del consiglio Francesco Saverio Nitti. Rimasto orfano della madre Maria Luigia, crebbe proprio accanto al nonno fino alla sua scomparsa.

Dopo la laurea iniziò l’insegnamento: per quattro anni fu professore di matematica e scienze alla scuola media. Una carriera avviata, che presto però prese una direzione inattesa.
L’incontro che cambiò tutto: i burattini
Nei primi anni Sessanta Dolci scoprì il mondo del teatro di figura. Entrò in contatto con Otello Sarzi, artista visionario e antifascista, fondatore del Teatro Sperimentale dei Burattini.
Quella collaborazione divenne presto un sodalizio artistico durato anni, tra spettacoli in teatro e produzioni televisive.
Il suo lavoro lasciò un segno profondo a Reggio Emilia, dove divenne il primo e unico burattinaio comunale d’Italia. Da allora non abbandonò più i suoi burattini, che considerava strumenti di leggerezza ma anche di conoscenza, comunicazione ed educazione.
Il cuore a Montemerano: cinquant’anni di passione
Conclusa l’esperienza emiliana, Dolci decise di stabilirsi a Montemerano. Qui trovò un posto dove far crescere la sua arte e le sue storie.
Tra i suoi contributi più amati c’è lo spettacolo di ombre “La vera storia di San Giorgio e il drago”, nato nel 1989 insieme al professor Roberto Milanesi e basato sul racconto orale di Tecla Rosati.
Una rappresentazione che ogni anno, durante la festa patronale, continua a far sognare bambini e adulti.
La comunità si era mobilitata di recente con una raccolta firme per conferirgli la cittadinanza onoraria: un gesto d’affetto che testimonia il legame profondo tra Dolci e il paese.
Il cordoglio dell’Unima: «Ci lascia un maestro insostituibile»
Messaggi affettuosi stanno arrivando da associazioni, amici e realtà culturali di tutta Italia.
L’Unima, l’associazione nazionale del teatro di figura che Dolci contribuì a fondare, lo ricorda così: «Salutiamo il burattinaio, pedagogista, teorico e amico, un maestro capace di fondere l’arte dell’artigiano e la curiosità dell’intellettuale. La sua opera resterà patrimonio prezioso per tutti noi e per le future generazioni».
Dalla biblioteca Franco Serantini alla comunità montemeranese, tutti sottolineano la sua generosità, la capacità di ascolto e il modo unico di portare il teatro tra le persone, soprattutto i più piccoli.



