PITIGLIANO. Una storia che attraversa oceani e decenni, quella che unisce la California e la Maremma. Grazie all’impegno del gruppo di ricerca storica Air Crash Po di Soresina, e in particolare di Agostino Alberti e Luca Merli, è stato possibile ricostruire l’episodio che nel 1943 vide protagonista il pilota americano John R. Lion, dell’aeronautica militare Usaaf, abbattuto con il suo aereo nei cieli sopra Pitigliano.
Quasi 82 anni dopo, la figlia di Lion, Laura Lion Beeler, arriverà nella città del tufo per incontrare i discendenti di chi salvò la vita a suo padre: i nipoti di Tullio Mearelli, Novello e Rosella, figli di Silvio e Silvana.
Il giorno dell’abbattimento: ottobre 1943
Era il 21 ottobre del 1943 quando due aerei americani Lockheed P-38 Lightning furono colpiti da caccia tedeschi durante una missione nei cieli dell’Italia centrale. I due piloti, John Lion e Junior H. Downing, riuscirono a lanciarsi col paracadute, atterrando nelle campagne tra Pitigliano e il confine con il Lazio, in località Cantinaccia.
Feriti e disorientati, trovarono soccorso inaspettato in un contadino maremmano, Tullio Mearelli, che decise di aiutarli nonostante il rischio enorme imposto dall’occupazione tedesca.
Il coraggio della famiglia Mearelli
Tullio Mearelli e la sua famiglia offrirono aiuto ai due aviatori, scegliendo di nasconderli in una grotta naturale non lontano dal podere di famiglia. Lì, i piloti rimasero nascosti per mesi, sfamati e protetti con ogni cautela.
Il giovane Silvio Mearelli, figlio di Tullio, portava loro da mangiare e si occupava dei piccoli bisogni quotidiani, rischiando la vita ogni volta che attraversava i campi. Era un gesto di straordinario coraggio in un periodo segnato da paura e miseria.
«Mio padre mi raccontava spesso di quei giorni – ha ricordato Novello Mearelli – di come, da bambino, andava a portare i viveri ai due piloti nascosti nella grotta».
La lettera ritrovata e la ricerca di una figlia
Dopo la guerra, John Lion tornò negli Stati Uniti, ma non dimenticò mai la famiglia che lo aveva salvato. Nel 1946, Tullio Mearelli gli scrisse una lettera, chiedendo notizie e ringraziandolo per la loro amicizia nata nella tragedia. Lion conservò quella lettera per tutta la vita.
Molti anni dopo, la figlia Laura Lion Beeler ritrovò quel documento e, spinta dal desiderio di conoscere la storia del padre, iniziò una lunga ricerca. Attraverso i contatti del gruppo Air Crash Po e l’aiuto di storici e appassionati, riuscì infine a rintracciare la famiglia Mearelli a Pitigliano.
L’incontro dopo 82 anni
La prossima settimana Laura sarà a Pitigliano per incontrare Novello e Rosella Mearelli. Insieme ripercorreranno i luoghi dove John Lion fu nascosto e accudito, visitando la grotta della Cantinaccia e i poderi che furono teatro di quell’episodio di umanità.
È previsto anche un momento istituzionale: il Comune di Pitigliano accoglierà ufficialmente Laura come segno di riconoscenza e memoria condivisa.
Un legame che il tempo non ha spezzato
L’incontro tra Laura e la famiglia Mearelli non è solo un ricordo del passato, ma un messaggio universale di solidarietà e speranza.
Da una tragedia di guerra è nata un’amicizia che ha attraversato tre generazioni e due continenti. E oggi, in un tempo in cui la memoria rischia di perdersi, Pitigliano si prepara ad accogliere un pezzo di storia ritrovata.



