ALBERESE. Battaglie politiche, relazioni umane, momenti di militanza e di comunità. Con il cuore che ha battuto, per tutta la sua vita, a sinistra. Martedì 7 ottobre, la Maremma si è trovata a piangere la perdita di Marcello Barontini, morto all’ospedale della Misericordia all’età di 77 anni. È una notizia che ha colpito profondamente chi lo conosceva. Nelle sue vesti di politico locale, ma anche come amico e compagno, aveva incarnato una forma di impegno che non lasciava spazio all’ipocrisia: la politica come servizio, radicata in un territorio, fatta di volti e relazioni.
Con parole piene di affetto e riconoscenza, Marco Simiani, deputato del Partito Democratico, ha salutato Barontini: «Uomo di sinistra autentico, Marcello ha attraversato con coerenza e passione le stagioni del PCI fino al Partito Democratico, portando sempre con sé i valori della giustizia, della solidarietà e del rispetto per gli altri».
Marcello Barontini è sempre stato in prima linea quando c’era da organizzare la Festa dell’Unità a Grosseto. «In questo contesto – ricorda Simiani – emergeva tutta la sua instancabile energia e la sua capacità di coinvolgere le persone». Militante a Manciano, non cominciava mai la giornata senza prima aver finito di leggere tutta l’Unità.
Il cammino e le battaglie
Marcello Barontini ha attraversato con coerenza pluridecennale la transizione dal PCI al Partito Democratico, portando sempre con sé l’idea che la politica non è dominio, ma cura del sociale. Amava profondamente Alberese, della quale aveva colto le fragilità e le potenzialità. Per questo si è sempre battuto per dargli voce, riconoscimento, servizi. Come segretario locale del partito e come presidente di circoscrizione, ha promosso iniziative, sostenuto progetti, favorito il dialogo con le istituzioni centrali e con le comunità interne.
Era un uomo concreto Barontini: non era un ideologo da salotto, ma un militante che metteva le scarpe nella polvere delle campagne, nelle stradine della sua frazione, nel confronto con chi la vita la viveva giorno per giorno.
Durante la fase di costituzione e valorizzazione del Parco della Maremma – un tema cruciale per il futuro ambientale e turistico della zona – Barontini subì insulti e minacce, al punto da dover essere protetto dalle forze dell’ordine.



