FOLLONICA. Un’altra scritta ha imbrattato il muro perimetrale della sede di Rifondazione Comunista al centro commerciale della 167 ovest. L’ultima meno di tre mesi fa, prima dell’estate.
Il buongiorno non si vede dal mattino
L’hanno trovata questa mattina, lunedì 6 ottobre, all’apertura delle attività presenti nel centro.
Per gli iscritti e militanti dello storico partito della sinistra italiana l’ennesima giornata di quegli stessi rituali che oramai si ripetono da anni: foto, telefonate e denuncia ai carabinieri della vicina stazione cittadina.
Questa volta c’è qualcosa in più
“Boia chi molla” campeggia con caratteri neri sul fondo bianco della parete, quasi a spiegare (forse) quest’insistenza nel tornare, e poi tornare ancora, a sporcare quel muro.
Come fosse un punto preso, un rituale che chissà quali risultati dovrebbe ottenere. Senza dimenticare la sua presunta origine e cioè gli ambienti della destra politica e neofascista italiana del secondo dopoguerra, in particolare degli anni 1970.
Il segretario PRC: «È una provocazione»
Nel partito c’è più sgomento che rabbia, come dice lo stesso segretario Gianluca Quaglierini al quale abbiamo chiesto un commento.
«Difficile commentare questi atti, soprattutto è difficile commentare quest’ultimo. In una situazione come quella attuale, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi con le quali il mondo intero ha chiesto di fermare il genocidio a Gaza, trovare un svastica e una stella di David disegnati sul muro accanto al motto nato durante l’epoca fascista, farebbe purtroppo pensare a qualcosa di diverso. Due simboli che in Europa sono stati in contrapposizione tra loro durante il periodo nazi-fascista, cosa significano oggi accanto a quella scritta se non una provocazione relativa a quello che sta accadendo in Medio Oriente?».
In piazza per la pace nella striscia di Gaza
E proprio in seguito ai fatti della striscia di Gaza, domani ci sarà una manifestazione per chiedere la pace in quella terra che da oltre 70 anni vive nel terrore della guerra e da due anche la disperazione della fame. «Piuttosto spero che non abbia niente a che fare con la manifestazione che ci sarà domani», dice ancora Quaglierini. «Noi parteciperemo perché ne riconosciamo il significato profondo e cioè chiedere il ritorno della civiltà in favore dell’umanità. Sarebbe veramente triste non essere tutti d’accordo almeno su questo».
Nel frattempo sulla scritta sono state rilevate alcune caratteristiche calligrafiche che fanno pensare alla stessa mano che nel recente passato hanno vandalizzato anche la targa del Centro Antiviolenza di Follonica.



