PRINCIPINA TERRA. Tra pochi giorni, con l’inverno alle porte, una ventina di appartamenti di Principina Terra non avranno più a disposizione il gas gpl per scaldarsi e per accendere i fornelli. Non si tratta di una rottura dell’impianto e non si tratta neanche di una questione di bollette non pagate.
La vicenda è decisamente complessa e riguarda un capanno per gli attrezzi che si trova nelle immediate vicinanze del serbatoio del gas. Una struttura che lì non dovrebbe stare, proprio perché comprometterebbe la sicurezza della zona, tanto che il comando dei vigili del fuoco ha respinto il certificato di prevenzione incendi che era stato presentato.
La non conformità alle norme vigenti impone alla società l’interruzione della fornitura del gas e la rimozione del serbatoio di stoccaggio ed erogazione. Un problema non da poco per le venti famiglie che tra poco si troveranno a dover fare i conti con i riscaldamenti da accendere.
È nato prima il capanno o il serbatoio?
La questione è intricata, proprio perché non è chiaro se il capanno per gli attrezzi esistesse già quando il serbatoio del gpl è stato installato in quel terreno. Ma se così fosse, perché fino ad oggi sono sempre stati rilasciati i certificati di prevenzione incendi? Il capanno degli attrezzi, di pertinenza di una abitazione della zona, non sarebbe infatti di recente costruzione e sembra che fosse già presente all’atto della compravendita dell’immobile.
Il Comune di Grosseto conosce bene la situazione e sta dialogando con le parti coinvolte al fine di realizzare un’istruttoria. Ad oggi, però, restano da chiarire diversi aspetti che riguardano vari uffici ed enti. Prima di tutto, però, è necessario capire perché negli anni passati quel capanno non è stato un problema, mentre oggi pregiudica il rilascio di certificazioni fondamentali.
Il manufatto resta lì
Ad oggi il capanno in questione non è ancora stato rimosso. E adesso l’unica alternativa è la sospensione del servizio e la rimozione del serbatoio.
«Nonostante la nostra Azienda si sia fatta parte attiva con il Comune affinché venisse rimosso il suddetto manufatto – si legge nella nota inviata per mail ai residenti della frazione di Grosseto – nostro malgrado e per cause a noi non imputabili, ci vediamo costretti ad interrompere il servizio di erogazione gas ed alla rimozione del serbatoio entro poche settimane e comunque appena sarà esaurito il gas stoccato nel serbatoio. Nella speranza che le condizioni conformi alla normativa vengano ripristinate e che quindi la nostra Azienda possa ottenere nuovamente il Certificato di prevenzioni incendi».




