GROSSETO. Dovrà rispondere di tentato omicidio per aver fatto fuoco contro i finanzieri nel bosco di Querce mercata.
Nazmi Talbi, difeso dall’avvocato Giulio Parenti, ha deciso di affrontare il processo con il rito del dibattimento, la scelta che consente una discussione piena delle prove in aula.
Il fatto e le accuse iniziali
Secondo l’accusa, il 26 agosto 2023, Talbi avrebbe esploso due colpi d’arma da fuoco contro una pattuglia della guardia di finanza etrata nel bosco di Querce Mercata per un controllo anti droga: un episodio che ha fatto leva sulla gravità del reato e sulla sicurezza degli operatori dell’ordine.
Al giovane viene contestato anche il reato di spaccio – in concorso con altri due ragazzi– e la detenzione illecita di arma da fuoco.
Talbi, originario del Marocco e oggi ventunenne, era stato arrestato il 24 luglio scorso, dopo una latitanza durata circa due anni.
La Procura, rappresentata dal sostituto procuratore Giovanni De Marco, ha chiesto il rinvio a giudizio per diversi capi d’imputazione: tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo d’arma e spaccio.
La scelta del rito: dibattimento anziché rito abbreviato
Durante l’udienza preliminare celebrata giovedì 25 settembre davanti alla giudice Ludovica Monachesi, Talbi — difeso dall’avvocato Giulio Parenti — era presente in aula e ha optato per il dibattimento, rinunciando al rito abbreviato. Questa decisione permette un confronto pieno sulle prove, compresa l’ammissione di testi e consulenze tecniche, nella fase pubblica del processo.
La scelta del dibattimento è spesso adottata da chi intende respingere con forza le accuse e difendersi nel merito.
Le prossime tappe processuali
Con il rinvio a giudizio, il caso passerà all’udienza dibattimentale vera e propria, dove saranno valutate le testimonianze, le prove tecniche e i rilievi dell’accusa e della difesa.
La prima udienza del dibattimento è fissata per il prossimo gennaio di fronte al collegio presieduto dal giudice Sergio Compagnucci.
Nel corso del dibattimento Talbi avrà la possibilità di dimostrare la propria innocenza attraverso contradittorio integrale, perizia balistica, testimonianze, o altri elementi che la difesa riterrà utili.



