GROSSETO. Continua la polemica sulla decisione di escludere gli autobus di Autolinee Toscane dall’ingresso alla Cittadella dello Studente di Grosseto. Dopo l’annuncio, a inizio settembre, che dal 15 – con l’avvio dell’anno scolastico 2025/26 – i bus non avrebbero più potuto transitare all’interno del polo scolastico, il consigliere comunale Giacomo Cerboni ha scritto una lettera ufficiale indirizzata a Prefetto, Provincia, Comune e Autolinee Toscane.
La scelta, maturata in Prefettura lo scorso maggio durante un incontro con le istituzioni e le forze dell’ordine, era stata presentata come misura “sperimentale e provvisoria” per ridurre il traffico promiscuo di auto, moto e mezzi pubblici all’interno della Cittadella e per garantire la sicurezza in concomitanza con i lavori del cantiere comunale.
Auto sul marciapiede della Green way
La campanella, lunedì 15 settembre, non è suonata alla stessa ora in tutte le scuole della Cittadella dello studente e questo ha fatto sì che non si sono creati gli ingorghi che erano stati ipotizzati.
Alla Cittadella, in questi giorni di inizio anno scolastico, sono stati intensificati i controlli della polizia provinciale.
Il marciapiedi lungo via de’ Barberi, è alto pochissimi centimetri e lunedì mattina gli automobilisti hanno pensato bene di parcheggiare direttamente lì sopra. Costringendo pedoni e ciclisti a viaggiare lungo la strada.
«Si limita il trasporto pubblico, non quello privato»
Un’immagine, quella scattata il primo giorno di scuola, che spinge di nuovo Cerboni a contestare la scelta di lasciar entrare le auto elasciare fuori i bus.
«Per eliminare la promiscuità del traffico – scrive – sono stati esclusi gli autobus, consentendo invece la libera circolazione delle auto private».
Secondo il consigliere, questa scelta va contro ogni principio di mobilità sostenibile, allontana gli studenti dal trasporto pubblico e rende più complicato l’accesso al polo scolastico per i pendolari che arrivano dalla provincia.
Il trasferimento delle fermate all’esterno della Cittadella, infatti, obbliga migliaia di studenti a percorrere a piedi tratti più lunghi, creando assembramenti sulle strade di accesso e aumentando il traffico delle auto private che continuano a entrare liberamente.
Le richieste di Cerboni
Nella lettera, Cerboni chiede un intervento immediato per ripristinare le linee del trasporto pubblico scolastico all’interno della Cittadella dello Studente ma anche per collocare le fermate il più vicino possibile ai plessi scolastici.
«Bisogna limitare l’accesso delle auto private in coincidenza con gli orari di ingresso e uscita – aggiunge Cerboni – lasciando spazio solo ai mezzi del personale».
Il consigliere si è anche dichiarato disponibile a un incontro con amministratori, genitori e cittadini per illustrare nel dettaglio le criticità della nuova organizzazione.
Una vicenda che divide
Il tema della viabilità alla Cittadella dello Studente di Grosseto non è nuovo. Già negli anni scorsi erano emerse criticità legate alla sicurezza, agli assembramenti e al traffico caotico nelle ore di punta. Con oltre 5.000 studenti che ogni giorno raggiungono il polo, la gestione degli accessi è da sempre un nodo delicato.
La decisione di lasciare fuori i bus rischia, però, di trasformarsi in un boomerang: invece di incentivare l’uso del trasporto pubblico, spinge le famiglie a ricorrere ancora di più alle auto private.
Il dibattito è quindi destinato a proseguire. La parola passa ora a Prefettura, Provincia e Comune, chiamati a rispondere all’appello di Cerboni e alle preoccupazioni di genitori e studenti.



