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Pescano di frodo con le reti alla Diaccia Botrona

Scoperta choc dei volontari dell’associazione Maremma Pro Natura: nel rete sono rimasti intrappolati decine di granchi poi morti
I granchi intrappolati nella rete abbandonata alla Diaccia Botrona

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sono entrati nella riserva regionale della Diaccia Botrona dall’ingresso ai Ponti di Badia. E si sono trovati di fronte agli occhi uno spettacolo che mai avrebbero voluto vedere. 

Una lunga rete da pesca, piena di granchi rimasti intrappolati. Ormai in putrefazione

L’allarme di Maremma Pro Natura

Una scoperta terribile, quella fatta giovedì 7 agosto dai volontari dell’associazione Maremma Pro Natura, all’interno della Riserva regionale della Diaccia Botrona.

 

 
 
 
 
 
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Un benvenuto che non si aspettavano: tra gli stagni d’acqua e la salicornia, c’era infatti un’enorme rete da pesca, piena di resti di granchi vari in putrefazione. Abbandonata in una parte di riserva dove la pesca non è consentita. 

Alla Diaccia Botrona, infatti, ci sono dei pontili appositi dove pescare, sui quali sono anche installate le tabelle per la pesca nella Molla. Ma nel punto in cui è stata trovata la rete, la pesca è assolutamente vietata. Probabilmente, chi l’ha utilizzata, una volta tirata su si è accorto che era stata tagliata dai granchi e ha deciso così di abbandonarla. 

«La rete così lasciata – spiegano i volontari di Maremma Pro Natura – è un grosso pericolo per gli animali che frequentano la riserva. Rischiano infatti di rimanere incastrati e morire, oltre ad essere un atto di illegalità e di forte inquinamento per un ambiente protetto come la riserva della Diaccia Botrona».

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