PORTO SANTO STEFANO. Lupo Rattazzi, imprenditore e figura storica dell’Argentario, figlio dell’amata sindaca Susanna Agnelli, denuncia quello che, a suo avviso, è un pericolo concreto e sottovalutato: l’arrivo massiccio di navi da crociera nelle acque dell’Argentario. In particolare a Porto Santo Stefano e Porto Ercole, dove nelle ultime settimane gli arrivi sono stati molti.
Da aprile a novembre 2025, sono previste 44 navi in rada davanti al promontorio. Un numero che, secondo Rattazzi, rischia di trasformarsi in un’operazione miope, dettata dalla logica del profitto immediato e incapace di valutare le conseguenze a lungo termine.
«Qualcuno ci guadagna, ma chi? E quanti?»
«Mi chiedo – attacca subito Lupo Rattazzi – se sia mai stata fatta una vera analisi costi-benefici su questa scelta. Siamo davvero certi che i vantaggi economici possano compensare il danno ambientale, la deturpazione del paesaggio, l’inquinamento che queste navi inevitabilmente portano?».
E aggiunge: «Qualcuno ci guadagnerà, senz’altro. Ma chi? Quante persone? E con quale ricaduta effettiva sul territorio? Davvero stiamo mettendo in vendita uno dei luoghi più belli d’Italia per qualche sbarco frettoloso, due gelati e una foto alla torre?».
I dubbi sollevati dall’imprenditore
Secondo Rattazzi, è ora di smettere di pensare all’Argentario come a una risorsa inesauribile da spremere. «Siamo sicuri che valga la pena ospitare 44 navi da crociera in pochi mesi – si chiede ancora – senza nemmeno pretendere nulla in cambio? Né un contributo ambientale, né un piano regolatore, né un limite quantitativo?».
Ad essere messo in dubbio pare proprio il valore dell’Argentario. La sua bellezza. «Sembra che chi prende queste decisioni non conosca davvero il valore del luogo che sta amministrando – attacca ancora Rattazzi – L’Argentario non può diventare una tappa anonima del turismo di massa. È un patrimonio da proteggere, non da svendere».
«Andassero almeno ad ancorare più al largo»
C’è poi la questione visiva, estetica, e perfino emotiva. «Quelle navi enormi in rada davanti alla costa rovinano tutto. L’impatto è devastante. Non si può pensare che non ci siano alternative – aggiunge – che si ancorino più al largo, almeno. Ci sono soluzioni tecniche già adottate altrove. Basta volerle».
Insomma una battaglia contro l’arrivo di queste navi, che è solo agli albori. Per la verità anche il comandante di Artemare club Daniele Busetto da qualche tempo ha fatto sentire la propria voce, alla quale ora si aggiunge una autorevole, non fosse altro per quello che Lupo Rattazzi e la sua famiglia rappresentano per l’Argentario.
«Serve una tassa per ogni sbarco. Come a Mykonos e Santorini»
Infine, la proposta concreta. «Dobbiamo fare come fanno a Mykonos e a Santorini – dice ancora l’imprenditore – Lì ogni passeggero paga una tassa. Lì non si scherza con il paesaggio. Lì si è deciso di far pagare il prezzo della bellezza a chi vuole goderne, e hanno fatto bene».
L’Argentario non vale meno di quelle isole. Anzi, per molti versi vale di più. «Eppure noi ci comportiamo come se fossimo alla periferia del turismo europeo – aggiunge – come se dovessimo elemosinare sbarchi. È ora di cambiare completamente visione».
Conclude Rattazzi con una frase netta, destinata a far discutere: «Non siamo una Disneyland galleggiante per crocieristi. E se qualcuno vuole trasformarci in questo, troverà resistenza. Forte, motivata, consapevole. Il nostro paesaggio non è in svendita».





