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8 minuti per soccorrere un infartuato: il nuovo piano per l’emergenza

Approvato il nuovo piano dell’Asl Sud Est, che vede un potenziamento dei mezzi e del personale infermieristico su tutto il territorio. Ecco cosa cambia
Un'automedica su un incidente in città (foto d'archivio)
Un’automedica su un incidente in città (foto d’archivio)

GROSSETO. È stato approvato il piano di riorganizzazione della rete di emergenza-urgenza sul territorio della Asl Toscana sud est. Le modifiche, che il sindaco di Grosseto ha contestato più volte, saranno introdotte in modo graduale. Peraltro al sindaco ha risposto il dottor Mauro Breggia, che della rete di emergenza-urgenza dell’Asl Sud Est è il responsabile.

Il nuovo modello parte da una ricognizione dello stato attuale delle diverse postazioni sul territorio aziendale, con la definizione provincia per provincia del numero e della tipologia di mezzo avanzato di soccorso, ovvero con personale medico, infermieristico o solo volontario, e ridefinisce la geografia della rete dell’emergenza, in linea con le disposizioni contenute nella delibera della Giunta Regionale.

Delibera (la 1424 del 2022) che prevede, fra le altre cose:

  • omogeneizzare il sistema di emergenza sanitaria territoriale sull’intero territorio regionale, per garantire equità di accesso a tutti i cittadini;
  • aumentare la capillarità della rete, nella salvaguardia delle patologie del first hour quintet (arresto cardiaco, sindrome coronarica acuta, insufficienza respiratoria acuta, stroke, trauma grave), tramite la creazione di una rete di emergenza territoriale organizzata su più livelli, integrati e coordinati fra loro, che, di norma, sia in grado di garantire la copertura delle località con più di 1.000 abitanti entro 8 minuti dall’attivazione del mezzo di soccorso;
  • superare il concetto di prossimità logistica per introdurre quello dell’appropriatezza dell’intervento di emergenza urgenza;
  • giungere ad una rimodulazione dei mezzi di soccorso avanzato con un incremento delle ambulanze infermieristiche ed una ottimizzazione dei mezzi di soccorso medicalizzati, privilegiando inoltre la risorsa automedica (con partenza prioritaria da sedi aziendali: pronto soccorso o case di comunità) rispetto all’ambulanza medicalizzata, che dovrà comunque essere mantenuta in contesti di particolare orografia e di ridotta disponibilità di mezzi di primo soccorso;
  • perseguire una forte integrazione con il versante ospedaliero dell’emergenza (pronto soccorso e rianimazione), che garantisca continuità di cure al paziente in emergenza-urgenza.

A fronte di tale valutazione, il nuovo assetto organizzativo porterà a un aumento complessivo delle postazioni di emergenza con contestuale potenziamento del personale infermieristico da destinare a questo servizio.

È bene chiarire che si tratta della rete gestita direttamente dall’Asl, a cui fa da supporto il sistema del volontariato. Per fare un esempio: se succede un incidente grave, partono sia l’ambulanza gestita dalle associazioni di volontariato (Misericordia, Croce Rossa, Humanitas, Pubblica Assistenza), sia l’automedica, gestita invece direttamente dall’Asl.

3 automediche e 7 ambulanze in più, oltre a 40 infermieri

In particolare, il progetto consentirà di avere in forza ulteriori 3 mezzi di soccorso in totale nella Sud est, con 7 ambulanze con infermieri a bordo in più. Parallelamente, quindi, anche il numero degli infermieri impiegati nei soccorsi aumenterà di circa 40 unità.

L’intervento avverrà in maniera graduale, in modo anche da poterne monitorare l’andamento. A tale scopo è stata nominata una commissione interna, composta dal direttore di dipartimento emergenza urgenza, Mauro Breggia, che lo presiede e dai direttori delle due centrali operative 118 della Sud est, che avrà anche il compito di riferire ogni sei mesi in merito allo stato di realizzazione alla conferenza dei sindaci.

Il piano ha ottenuto l’approvazione di tutti i soggetti portatori di interessi e rappresentanti i cittadini, tra cui la conferenza dei sindaci, i comitati di specialistica ambulatoriale, pediatria, medicina generale, comitato di partecipazione, ordini dei medici e degli infermieri, organizzazioni sindacali della dirigenza, del comparto e dei confederali e pensionati.

Il dg D’Urso: «Più veloci per le patologie tempo dipendenti»

«La rimodulazione dei mezzi di soccorso avanzato, secondo le disposizioni regionali, garantisce la stessa capacità di risposta ai bisogni di salute e corrisponde agli standard di qualità e sicurezza previsti dalla normativa vigente» spiega il direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso.

«La rete, tra i vari vantaggi, permette un migliore intervento per la presa in carico di quelle patologie First hour quintet, ovvero le cinque patologie tempo dipendenti (nei casi in cui, per capire meglio, la tempestività dell’intervento risulti decisiva ndr), tra cui arresto cardiaco, ictus, trauma grave, che per definizione necessitano di una presa in carico più rapida possibile, prima che le conseguenze siano irrecuperabili».

«Particolare beneficio ne potranno trarre le zone più periferiche del territorio aziendale, meno prossime alle strutture ospedaliere di riferimento, che potranno contare sempre su un mezzo di soccorso avanzato, intendendo un mezzo per l’emergenza con a bordo personale sanitario, medico o infermieristico, e volontari (questi ultimi delle associazioni, ndr)».

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