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West Nile Disease, al via il monitoraggio del virus

L’importanza del gioco di squadra fra cittadini, enti locali e autorità sanitarie per la prevenzione delle arbovirosi. Accanto alla sorveglianza sull’avifauna selvatica, è attiva anche una capillare rete di monitoraggio delle zanzare
Una zanzara

GROSSETO. La Asl Toscana sud est, come già in passato, ha attivato anche per il 2025 il piano di sorveglianza per il monitoraggio del virus West Nile e di altri virus, come il virus Usutu, trasmessi da insetti vettori. Si tratta di virus che possono causare gravi malattie neurologiche tanto nell’uomo quanto negli animali e vengono trasmessi principalmente dalle zanzare (Culex pipiens).

Queste infezioni, note come arbovirosi, sono zoonosi, ovvero malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo. Il loro controllo richiede un’attenta sorveglianza del territorio, condotta in collaborazione tra servizi veterinari: Igiene pubblica, istituti zooprofilattici, enti locali e cittadini.

Il piano della Regione

Il Piano regionale di sorveglianza ha come obiettivo principale quello di intercettare precocemente la circolazione dei virus (early detection) per poter intervenire tempestivamente con misure di prevenzione prima che si verifichino casi umani.
Il virus West Nile e il virus Usutu circolano principalmente tra le zanzare e alcune specie di uccelli selvatici che possono fungere da serbatoio dell’infezione. Gli esseri umani e gli animali domestici, come i cavalli, possono infettarsi, ma non trasmettono il virus ad altri.

Per questo motivo, la sorveglianza veterinaria si concentra sull’avifauna attraverso la sorveglianza passiva e quella attiva.
La sorveglianza passiva riguarda l’analisi diagnostica sugli uccelli selvatici trovati morti o deceduti nei centri di recupero fauna (Cras); ogni cittadino può contribuire segnalando tempestivamente il ritrovamento di volatili morti ai servizi veterinari della Asl.

La sorveglianza attiva prevede l’analisi di campioni prelevati da uccelli stanziali delle specie bersaglio, come gazze, cornacchie grigie e ghiandaie, abbattuti nell’ambito dei piani di contenimento faunistico autorizzati; il periodo di sorveglianza attiva va da marzo a novembre.

Il programma per il 2025

Per l’anno 2025 è previsto il prelievo di campioni biologici da avifauna in almeno 250 esemplari nella provincia di Arezzo, 300 nella provincia di Siena, 300 nella provincia di Grosseto.

Per raggiungere questi obiettivi, è fondamentale la collaborazione tra la Asl, le Province, gli Atc (Ambiti territoriali di caccia) e i cacciatori autorizzati. Questi ultimi sono invitati a consegnare le carcasse degli uccelli abbattuti ai Servizi Veterinari per le analisi previste dal piano di sorveglianza, al fine di costruire un concreto rapporto di collaborazione tra mondo venatorio e sanità pubblica veterinaria per proteggere la salute di tutti.

Il monitoraggio delle zanzare

Accanto alla sorveglianza sull’avifauna selvatica, è attiva anche una capillare rete di monitoraggio delle zanzare, principali vettori di trasmissione del virus. La sorveglianza entomologica viene effettuata tra aprile e novembre attraverso trappole specifiche posizionate in aree a rischio, come le zone umide o più in generale tutte quelle che si trovano al di sotto dei 600 metri di altitudine. Il territorio è stato suddiviso in aree di 400 chilometri quadrati, ognuna delle quali ospita almeno una trappola attivata con anidride carbonica per attirare le zanzare.

Attualmente il territorio della Asl Toscana sud est presenta attive 26 trappole per il controllo degli insetti. Le catture avvengono ogni 15 giorni, durante la notte, e i campioni raccolti vengono analizzati nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale per individuare l’eventuale presenza dei virus che questi insetti possono trasmettere. In caso di positività, vengono attivate misure di prevenzione locali, come la disinfestazione e la tempestiva comunicazione ai Comuni e alla popolazione.

La sorveglianza sugli equidi

Oltre a quanto sopra viene effettuata una sorveglianza clinica passiva sugli equidi basata sulla rilevazione della sintomatologia neurologica. Tutti i casi di sintomatologia nervosa negli equidi devono essere immediatamente segnalati dai responsabili di equidi (operatori, veterinari, detentori) all’Unità funzionale Sanità pubblica veterinaria e Sicurezza alimentare dell’azienda sanitaria che, per ogni caso sospetto/segnalato di West Nile, si attiva sottoponendo l’animale ad indagini approfondite per escludere o confermare l’infezione.

Interventi che portano alla mappatura

Tutte queste attività hanno lo scopo di mappare la circolazione virale sul territorio e attivare precocemente le misure di contenimento, anche a tutela delle donazioni di sangue, organi e tessuti. Attualmente nelle province di Grosseto, Siena ed Arezzo la sorveglianza del 2025 non ha evidenziato positività al virus Wnd ed Usutu negli uccelli, negli insetti o negli equidi.

La cittadinanza è invitata a collaborare segnalando eventuali ritrovamenti di uccelli morti e adottando comportamenti corretti per la prevenzione dello sviluppo di larve di zanzara, come l’eliminazione di ristagni d’acqua nei sottovasi, nelle caditoie, la corretta gestione delle acque in piscine o fontane, oltre che la protezione da punture di insetti proteggendo i luoghi di vita o di lavoro con zanzariere alle finestre, indossando abiti chiari che non attirano le zanzare e, se necessario, utilizzare repellenti cutanei sulle parti di pelle esposta.

Per informazioni o segnalazioni è possibile contattare il Dipartimento di Prevenzione della Asl Toscana sud est.

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