Vuole cacciare il gatto del padre da casa, picchia l'anziano e finisce in carcere | MaremmaOggi Skip to content

Vuole cacciare il gatto del padre da casa, picchia l’anziano e finisce in carcere

Dopo anni di maltrattamenti e violenza, il genitore di un 46enne ha deciso di denunciarlo. L’uomo ha rifiutato l’applicazione del braccialetto elettronico ed è stato portato in via Saffi
La volante della polizia davanti al tribunale di Grosseto

GROSSETO. La scintilla che ha fatto scoppiare l’ennesimo episodio di violenza, è stato il tentativo di cacciare da casa il gatto del padre. Un tentativo che non è riuscito a un 46enne, che ha scatenato – di fronte a quel no opposto dal genitore – una rabbia inaudita. Tanto da colpire l’uomo con un pugno al volto e costringerlo così a chiudersi in camera per fuggire alla sua furia cieca. 

Il 46enne grossetano, difeso dall’avvocata Francesca Carnicelli, è stato portato in carcere. La giudice Cecilia Balsamo aveva disposto l’allontanamento dalla casa del genitore e il divieto di avvicinamento a non meno di 500 metri, con il braccialetto elettronico. Ma lui si è rifiutato di indossarlo e per questo, è stato portato in carcere. 

«Se apri bocca ti ammazzo»

La situazione è precipitata la sera del 3 gennaio, quando l’anziano è stato costretto a chiamare la polizia. Gli agenti delle volanti, arrivati a casa dell’uomo, lo hanno trovato fuori dalla porta. All’altezza dello zigomo, aveva un grosso livido. Era scosso e impaurito. 

L'avvocata Francesca Carnicelli
L’avvocata Francesca Carnicelli

Poco prima aveva litigato con suo figlio, un 46enne con gravi problemi di tossicodipendenza, che quella sera se l’era presa con il gatto dell’anziano. Voleva buttarlo fuori da casa, ma suo padre si era opposto. Lo aveva colpito al volto, poi lo aveva minacciato: «Se apri bocca ti ammazzo, se vuoi uscire, esci dalla finestra». 

L’anziano si era impaurito. E per la prima volta, chiesto aiuto alle volanti, si è deciso a denunciare suo figlio, esasperato e sfinito dai continui maltrattamenti. 

Il 46enne era già finito nei guai per aver maltrattato la madre, morta qualche tempo fa, e anche la sua ex compagna. 

Il padre, che lo aveva ripreso in casa con lui da un paio d’anni, non lo aveva mai denunciato, nella speranza che cambiasse e che finalmente la facesse finita con le droghe. 

Rifiuta il braccialetto elettronico e finisce in carcere

L’anziano, dopo l’intervento della polizia, ha lasciato la sua abitazione e ha chiesto ospitalità alla cognata. Il 46enne, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate avrebbe dovuto lasciare l’abitazione. 

La giudice aveva infatti disposto l’allontanamento dalla casa dell’anziano padre e il divieto di avvicinamento all’uomo. Il 46enne, sarebbe dovuto rimanere a una distanza di 500 metri dal genitore. A patto, però, che indossasse il braccialetto elettronico

Non c’è stato nulla da fare: il 46enne si è rifiutato di utilizzare il dispositivo e per questo, per lui, si sono aperte le porte del carcere

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