di ROSSANO MARZOCCHI
FOLLONICA. C’è un’artista, forse poco nota ai più giovani, che con la sua voce e la sua bellezza ha segnato un importante periodo della nostra televisione: Katyna Ranieri.
Le origini a Follonica e gli esordi
Figlia di un carabiniere di Follonica, Katyna, all’anagrafe Rina, nasce nella cittadina del golfo il 31 agosto 1925. Dopo un esordio nell’immediato dopoguerra come cantante nei circoli delle Forze Armate americane, partecipa come soubrette ad alcuni varietà.
Fascinosa e aggraziata, ha una voce intensa che nel 1953 la fa arrivare in finale al Festival di Sanremo con “No Pierrot”, in coppia con Achille Togliani.
Dal Festival di Sanremo al cinema
Lo stesso anno debutta al cinema con “Fermi tutti… arrivo io!”, seguito da “Viva la rivista!” e “Capitan Fantasma”.
Ma è ancora Sanremo a premiarla nel 1954, dove conquista il secondo posto con “Canzone da due Soldi”.
La vita privata e l’incontro con Riziero Ortolani
Sposata con l’ufficiale dell’aviazione Eusepio Sternini, dalla cui unione nasce Enrico, si separa nel 1954 e conosce il compositore Riziero Ortolani, noto per tantissime colonne sonore, specialmente di film western, tra cui “I giorni dell’Ira”.
I due si sposano in Messico nel 1956 e dieci anni dopo avranno la figlia Rizia. Il matrimonio tuttavia non è valido in Italia e solo dopo una lunga bagarre legale con Sternini la situazione si risolverà con l’annullamento delle prime nozze e il riconoscimento delle seconde.
Il successo internazionale e gli Oscar
Negli anni Cinquanta firma un importante contratto discografico con l’Rca, che con l’album “La ragazza di Piazza di Spagna” la lancia sul mercato internazionale. Partita in tournée per l’America latina, riscuote particolare apprezzamento insieme al marito con uno show trasmesso dalla tivù messicana.
Un successo mondiale lo ottiene con la canzone “More”, inserita da Ortolani nel film “Mondo cane”, cantata da Katyna alla notte degli Oscar nel 1964 e candidata alla statuetta.
Le collaborazioni illustri e l’ultimo saluto
Ortolani, scomparso nel 2014, sarà omaggiato anche da registi come Quentin Tarantino, che inserirà alcuni suoi brani nei film. Katyna intanto collabora anche con Nino Rota per i film di Federico Fellini come “8½” e “Amarcord”.
Katyna Ranieri scompare a Roma il 3 settembre 2018, lasciando un’eredità artistica che parte dalla Maremma e arriva fino al successo internazionale.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.





