GROSSETO. Sul verde urbano, è scontro tra il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e il presidente del Parco della Maremma Simone Rusci che lunedì 3 novembre è intervenuto sul taglio dei 215 alberi in città.
Il primo cittadino parla di «lezioni dall’alto della cattedra» e rivendica gli interventi realizzati negli ultimi anni.
«Qui si governa, non si fa poesia arborea»
«In questi giorni abbiamo assistito a una scena quasi comica: il professore della botanica urbana Simone Rusci scopre improvvisamente gli alberi di Grosseto e decide di impartire lezioni dall’alto della cattedra immaginaria.
Peccato che per parlare di verde pubblico servano atti, numeri e responsabilità, non frasi da salotto accademico e sermoni da passerella. Qui non si fa poesia arborea: qui si governa».
Il sindaco attacca anche i riferimenti al Parco della Maremma: «Merita cura quotidiana e presenza, non incursioni mediatiche per tenersi allenato in vista di un ritorno sulla scena politica».
Migliaia di nuovi alberi: i numeri dell’amministrazione
Vivarelli Colonna rivendica i risultati ottenuti dall’amministrazione sul fronte dell’ambiente urbano:
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1.500 alberi al Parco del Diversivo
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704 alberi nel bosco diffuso (in corso)
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186 alberi per l’ombreggiamento nelle scuole (in corso)
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oltre 200 alberi nella green way di via De Barberi
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oltre 200 alberi nelle vie cittadine nel 2024
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12 corbezzoli sulle Mura medicee
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3.000 pini in fitocella per il ripristino della pineta del Tombolo
«Questi sono i numeri reali, non quelli immaginari. Questa è amministrazione concreta, non recitazione ambientale».
«Un albero instabile non crolla sulle metafore»
Il sindaco difende il lavoro dell’assessore al verde, Riccardo Ginanneschi:
«Quando riceve segnalazioni di potenziale pericolo sugli alberi, non scrive poesie né fa conferenze: attiva VTA certificati, perizie firmate, tecnici qualificati e atti ufficiali. Perché un albero instabile non crolla sulle metafore: crolla sulle persone. E chi governa risponde penalmente».
«A ciascuno il suo livello»
Il primo cittadino chiude con un’ulteriore stoccata a Rusci:
«Noi piantiamo, curiamo, sostituiamo quando necessario. Qualcuno invece, più che piantare alberi, pianta polemiche per farsi notare. A ciascuno il suo livello. C’è chi cerca visibilità e c’è chi lascia radici. Noi piantiamo alberi, sicurezza e futuro. Altri continuano a piantare polemiche».



