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Violenza sulle donne: la città scende in piazza

Paola Pasqualini (Ordine dei medici): «Nel primo semestre 2023, registrati 119 accessi al Codice rosa in provincia». Tania Barbi (Coeso): «Importante anche il recupero di chi commette violenza, perché non si ripeta»
violenza sulle donne studenti 2023
La piazza con gli studenti e il sindaco

GROSSETO. Una manifestazione calorosa quanto sentita. Gli studenti di Grosseto oggi, 25 novembre, sono scesi in piazza del Duomo in difesa delle donne e contro il femminicidio, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Sono stati circa 300 i giovani che si sono incontrati stamani. Altrettante le persone che si sono riunite in piazza Dante per un dibattito aperto, nel pomeriggio.
Al presidio della mattina ha preso parte anche il sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, invitato da molti di loro. «Per me è stato un onore stare al fianco di ragazze e ragazzi, ad ascoltarli. C’è stato anche chi mi ha chiamato in causa riguardo la legge 194: avrei preferito non parlare di questo oggi, ma ho comunque scelto di rispondere e non sottrarmi al confronto e sono felice che la piazza abbia apprezzato».
 
violenza sulle donne
Alcuni cartelloni esposti dalgi studenti

Tutto il corteo e il presidio ha manifestato in nome della vita, della libertà, contro il femminicidio e contro la violenza. «Una piazza così – prosegue il sindaco – è sinonimo di civiltà. I giovani devono sapere che non saranno mai soli e che la violenza si può e si deve fermare. Serve non sottovalutare i reati e i cosiddetti comportamenti spia: lo stalking, le violazioni di domicilio, le violenze psicologiche».

Certo, non è facile che una sola giornata basti a cancellare tutte le violenze passate e future. Anche per questo il primo cittadino di rivolgere un invito chiaro ai più giovani. «Non arrendetevi. Non arrendetevi mai. Non smettete mai di credere che cambiare è possibile – dice Vivarelli Colonna – Vivete la vita e abbiate rispetto del prossimo. Sempre. Non voltatevi mai dall’altra parte: siate veri. Siate giusti. Siate persone perbene».
Violenza sulle donne studenti in piazza
Un’altra foto degli studenti in piazza
 
«Concludo rivolgendomi direttamente ai ragazzi – dice il sindaco – Ricordatevi sempre una cosa, una soltanto: un vero uomo non colpisce una donna. Mai. E non la maltratta. Se lo fa non è un uomo ma un delinquente. E merita solo una cosa: stare in galera».
 
 

 

 
 
 
 
 
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Nel pomeriggio la manifestazione ha ospitato molti giovani che si sono seduti all’ombra di canapone per condividere un momento di sana riflessione sul tema. Intorno a una platea seduta davanti ad un “palco” improvvisato, sono rimaste in piedi persone di età e provenienze differenti. Piazza Dante ha accolto anche passanti interessati e ha ospitato nel dibattito varie esperienze. 
 

Simona Petrucci: «combattere la violenza conto le donne è la battaglia del nostro tempo»

«Prevenzione rafforzata, processi più veloci, potenziamento dell’istituto dell’ammonimento, misure cautelari e braccialetto elettronico. Il governo c’è – dichiara la senatrice grossetana Simona Petrucci – prosegue nel campo della sensibilizzazione e del lavoro sul piano culturale, aumentando tra le altre cose i fondi da destinare ai centri antiviolenza e alle case rifugio su tutto il territorio nazionale».
L'assessora all'ambiente, Simona Petrucci
Simona Petrucci
Petrucci, senatrice di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione per i diritti delle donne nell’Assemblea parlamentare dell’unione per il Mediterraneo, sostiene che la lotta alla violenza contro le donne è la battaglia del nostro tempo. «È il cammino che dobbiamo percorrere senza cedimenti per superare l’orrore a cui non dobbiamo mai abituarci – prosegue – Le istituzioni devono lavorare insieme e, in tal senso, l’unione dimostrata in senato in occasione dell’approvazione del ddl di contrasto alla violenza sulle donne è un buon segno».
«Scuola, famiglia e supporto psicologico sono gli altri grandi alleati – conclude – Sappiamo bene che la strada è lunga e difficile ma non ci fermeremo: lo dobbiamo a Giulia, Annalisa, Concetta, Rossella, a tutte le altre donne che hanno trovato la morte e a quelle che, dopo aver denunciato, ora si stanno rialzando».
 

Coeso: «Nel 2023, 20 persone nel Codice rosa»

Tania Barbi, direttrice del Coeso Società della salute ricorda l’importanza dei servizi sociali a contrasto della violenza sulle donne. «Tragicamente, come i recenti fatti di cronaca dimostrano, non possiamo abbassare la guardia sul problema della violenza sulle donne ma, al contrario, dobbiamo sempre di più impegnarci per promuovere una nuova cultura del rispetto» dice Barbi.

La violenza, che arriva anche ai suoi estremi come il femminicidio, è un problema che gli assistenti sociali e gli altri professionisti del territorio rilevano con drammatica frequenza. «Spesso – dice Barbi – purtroppo, quando si arriva ai servizi, il disagio e la difficoltà sono già conclamati ed è necessario intraprendere percorsi per mettere in sicurezza le persone».

Tania Barbi Coeso
Tania Barbi

Coeso Società della Salute fa parte della rete del Codice rosa. Oltre a gestire una Casa rifugio, all’interno del circuito regionale, lavora da anni con altri enti e organizzazioni del terzo settore per aiutare le donne vittime di violenza e i loro familiari, spesso minori, a uscire dallo stato di pericolo.

Nel 2023 il servizio sociale professionale ha contribuito a inserire 20 persone (donne e figli minori) nel percorso del Codice rosa ed effettuato 45 colloqui informativi sul tema.

«Grazie alla collaborazione con le associazioni del territorio e alla consapevolezza, sempre maggiore, che parte della comunità ha sul tema – aggiunge la direttrice Barbi -, stiamo affinando la capacità di intercettazione del rischio, anche andando ad analizzare elementi che possono essere campanelli d’allarme come, per fare un esempio, la dipendenza economica che può essere usata come forma di violenza, controllo e sottomissione».

«Ricordiamo, quindi, a tutte le donne che vivono una situazione di difficoltà che è possibile rivolgersi al servizio pubblico – dice Barbi – ma anche alle associazioni di volontariato che lavorano, in rete, per tutelare la donna e che il Codice rosa è uno strumento che ha permesso, negli anni, di proteggere centinaia di donne e i loro figli da situazioni di rischio».

Chi ha bisogno, quindi, può rivolgersi anche ai presidi del servizio sociale presenti sul territorio, che sapranno indirizzare la persona interessata verso il percorso più giusto da seguire.

Importante anche il recupero di chi commette violenze

«Preme sottolineare – aggiunge Tania Barbi – che accanto alla difesa della donna è fondamentale anche il recupero di chi commette violenza, in modo che il comportamento criminale non si ripeta. Sul nostro territorio è attivo lo Spazio di ascolto uomini maltrattanti, che dalla sua apertura ha sostenuto, in un percorso di consapevolezza e rieducazione, molti uomini».

Sono 41 gli uomini seguiti dai professionisti dello sportello nel 2022 e 30 le persone impegnate nel percorso in questo momento.

 

Ordine dei medici di Grosseto: «I dati ci spingono ad un impegno ancora maggiore»

La cronaca di questi giorni purtroppo racconta ancora episodi tragici ai danni di donne. Due nomi: Giulia Cecchetin e Francesca Romeo, una ragazza uccisa dall’ex fidanzato e una psichiatra uccisa a Reggio Calabria in un agguato. Per l’Organizzazione mondiale della salute, la violenza contro le donne è uno dei principali problemi di salute pubblica: nel mondo 1 donna su 3 ha subìto violenza sessuale o fisica nel corso della propria vita.

In Italia dall’inizio dell’anno sono 105 le donne uccise e di questi omicidi l’83,39% sono commessi da familiari, ex partner o compagni.

«In Toscana – spiega la presidente dell’ordine dei medici e degli odontoiatri di Grosseto, Paola Pasqualini, che è anche coordinatrice nazionale della Medicina di genere – abbiamo il Codice rosa, un progetto nato proprio a Grosseto, grazie alla dottoressa Vittoria Doretti. In ogni pronto soccorso c’è una stanza dedicata alle vittime di violenza. Il servizio impegna una task force inter-istituzionale, formata da personale socio-sanitario (infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi), magistrati, forze di polizia: questo permette di prestare immediate cure a chi subisce violenza e contemporaneamente di intervenire sugli autori delle violenze». 
Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei medici
Paola Pasqualini

 

Nei primi 6 mesi del 2023: 119 accessi al Codice Rosa

I dati presentati dall’Asl Toscana Sud Est dicono nel 2022 sono stati registrati 641 casi di Codice rosa (nel 2021 erano 557). Di questi 256 nella provincia di Grosseto, 263 nella provincia di Arezzo, 122 nella provincia di Siena. Per il primo semestre del 2023 si registrano 119 accessi al Codice rosa per la provincia di Grosseto, 84 per la provincia di Arezzo e 68 per la provincia di Siena.
«I numeri parlano da soli – denota Pasqualini – Le leggi ci sono ma vanno applicate al meglio e forse non bastano. Ancora oggi la violenza sulle donne è un fenomeno dilagante: quella parità di genere di cui si sente molto parlare non ha raggiunto l’obiettivo principale, quello cioè di educare le persone al rispetto dell’altro, a prescindere dal genere. Tutt’oggi nonostante la diffusione di tanti canali per denunciare le violenze, molte donne restano in silenzio e invece è il momento di parlare, di unirci ancora una volta e combattere per cambiare la cultura della violenza e della sopraffazione. Indossiamo qualcosa di rosso non solo il 25 novembre ma tutti i giorni».
 

“Posto occupato” per contrastare la violenza sulle donne, il Comune aderisce alla campagna

Il Comune di Grosseto ha deciso di aderire all’iniziativa “Posto occupato”, campagna di sensibilizzazione sociale per contrastare la violenza contro le donne. Fermo il sostegno del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, del presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, dell’assessore alle pari opportunità Angela Amante e dell’assessore e deputato Fabrizio Rossi.
Dal 1° dicembre e fino alla fine dell’anno in numerose iniziative dell’ente un posto sarà, appunto, occupato da un cartello con su scritto: “Posto occupato, un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga”.
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Il Comune aderisce all’iniziativa “posto occupato”

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