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Violenza contro le donne, una stanza per denunciare

Taglio del nastro dello spazio realizzato grazie a Soroptimist nella caserma dei carabinieri di Follonica: le vittime di violenza troveranno qui uno spazio sicuro
Le socie di Soroptimist nella caserma dei carabinieri con l’assessora Mirjam Giorgieri e il capitano Pierluigi Mascolo

FOLLONICA. Una stanza tutta per sé. Un luogo protetto, dove le donne vittime di violenza, possono trovare una spazio dove essere accolte, quando vogliono sporgere denuncia. 

Lunedì 27 novembre, la stanza realizzata nella caserma dei carabinieri della compagnia di Follonica è stata inaugurata: al taglio del nastro era presente, oltre al comandante della compagnia Pierluigi Mascolo, i rappresentanti del comando provinciale dell’Arma, l’assessora Mirjam Giorgieri e le socie del del Soroptimist Club Follonica e Colline Metallifere insieme alla presidente e consigliera regionale Donatella Spadi. 

Nella mattinata di oggi, il Soroptimist Club Follonica e colline metallifere ha inaugurato una nuova “Stanza tutta per sé” all’interno della caserma Carabinieri sede della Compagnia di Follonica.

La stanza dove la vittima è al centro

La stanza, pensata e realizzata dalle donne del Soroptimist Club e dai Carabinieri di Follonica, che ogni giorno, nello svolgimento dei loro vari compiti istituzionali, affrontano casi di violenza di genere è stata inaugurata nella caserma di via Pietro Nenni.

Non un ufficio, ma una stanza. E la differenza non è solo terminologica, ma di approccio. Una stanza appunto, dove la vittima è completamente al centro: non una (o un) semplice utente, non solo “denunciante”, ma una persona che porta con sé un vissuto fatto di timori, insicurezze e sofferenze: elementi a cui, in quella stanza, i carabinieri proveranno a dare, almeno in parte, risposta.

Le storie, tutte diverse e piene di grande complessità, meritano un’attenzione sempre nuova e totale, dedicata al singolo caso: i racconti sono lunghi, carichi di sofferenza, a volte ci sono ripensamenti e titubanze, derivanti dal fatto che i protagonisti delle vicende , di cui i carabinieri si occupano, sono spesso conviventi, mariti e mogli, fidanzati o conoscenti, legati da sentimenti.

Le socie di Soroptimist davanti alla caserma

Rapporti la cui comprensione merita, appunto, concentrazione e calma. Ecco il perché della “Stanza tutta per sé”, allestita grazie al prezioso contributo del Soroptimist, e che dispone di arredi dedicati ma soprattutto di strumentazione specifica per l’audizione protetta delle vittime: computer, registratori e quanto altro la tecnologia mette a disposizione, anzi richiede tassativamente, per consentire ai carabinieri di seguire ed indirizzare la vittima di una violenza domestica o di genere in un percorso delicato e mai facile.

Carabinieri e Soroptimist dalla stessa parte

«È per tutte le associate al Club motivo di grande orgoglio aver contribuito alla realizzazione di questo progetto – ha detto la presidente Donatella Spadi – nella consapevolezza che il contrasto alla violenza di genere è una partita da giocare ogni giorno, sul campo della cultura, della prevenzione ma anche della repressione di gravi reati, che i Carabinieri ogni giorno si impegnano a perseguire. Grazie all’Arma e un grazie a tutte le socie».

Il progetto, portato avanti in tutta Italia da Soroptimist, si arricchisce quindi di un importante tassello nella città del golfo. 

«La collaborazione e la disponibilità che abbiamo trovato da parte del comando dei carabinieri di Follonica è stata fondamentale per arrivare a questa importante giornata – dice ancora Spadi – Il capitano Mascolo che al momento comanda la compagnia di Follonica, oltre ad averci messo a disposizione una stanza dedicata, ci ha accolto con partecipazione e disponibilità»..

Il cartello della stanza inaugurata in caserma

«Purtroppo – aggiunge Spadi – la violenza nei confronti delle donne è un argomento che continua a rimanere presente sulle cronache quotidiane ed è dovere di tutti, ma soprattutto di chi può fare qualcosa, cercare di fermarla. Il Soroptimist è tra quelli che può e deve fare la propria parte. Stamattina l’inaugurazione di questa stanza che ci auguriamo venga usata il meno possibile, è un segnale per tutte quelle donne che potrebbero vivere qualcosa di terribile: non siete sole, un luogo sicuro e protetto c’è anche a Follonica, l’abbiamo fatto per voi». 

 

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