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Via ai lavori del ponte di Fiumara. Comune sul cantiere. Bartolini: «Opera della Regione»

L’Amministrazione sul cantiere del ponte di Fiumara. Bartolini: «Opera della Regione, dal Comune solo ritardi sulla progettazione del tratto di Marina»
Il sindaco e gli altri amministratori sul cantiere del ponte di Marina
Il sindaco e gli altri amministratori sul cantiere del ponte di Marina

GROSSETO. Sono ufficialmente partiti questa mattina, martedì 7, i lavori per la realizzazione del nuovo ponte di Fiumara, infrastruttura che sorgerà sul canale San Leopoldo, finanziata dalla Regione Toscana al 75% e dal Comune di Grosseto al 25%.

Il progetto prevede la costruzione di una passerella ciclopedonale in metallo concepita secondo i più moderni standard di sostenibilità e perfettamente integrata con il paesaggio circostante.

Servirà a collegare i due lati della Fiumara, soprattutto a servizio della ciclovia tirrenica, in realizzazione lungo tutta la costa.

L’opera sarà completata entro l’inizio della stagione estiva.

Il canale San Leopoldo a Fiumara
Il canale San Leopoldo a Fiumara

Ma non manca la polemica. Perché sempre questa mattina il sindaco ha pubblicato una foto sul cantiere. E Davide Bartolini, consigliere Pd, ha diffuso una nota per chiarire che l’opera è della Regione.

La ciclovia tirrenica e il bando della Provincia

La Provincia di Grosseto ha pubblicato un bando per la progettazione esecutiva e la realizzazione del lotto 2B del tratto grossetano, per un importo di 17,6 milioni di euro. Verranno realizzati circa 65 km di pista ciclabile, con l’obiettivo di completare l’esecuzione e il collaudo entro il 31 giugno 2026.  

Questo lotto include vari segmenti: da Follonica al Puntone, da Puntone a Pian d’Alma, il tratto da Marina di Alberese fino ad Albinia (due lotti questi sui quali si sta lavorando in questi mesi), e da Orbetello fino al confine con il Lazio, oltre ai tratti in ambito comunale per completare i collegamenti. Ma i progetti esecutivi su Grosseto ancora non ci sono.

Bartolini: «Il ponte di Fiumara è un’opera della Regione»

Davide Bartolini accende la polemica.

«L’amministrazione comunale di Grosseto continua a presentarsi come autrice di opere che in realtà sono interamente frutto della programmazione e del finanziamento della Regione Toscana.
Il Ponte di Fiumara ne è l’ennesimo esempio: un intervento che nasce, si sviluppa e viene finanziato grazie all’impegno della Regione, che copre circa l’80% dell’investimento complessivo».

«È bene ricordare che la Regione Toscana aveva già stanziato 1,5 milioni di euro nel 2020 per la realizzazione dei due tratti della ciclovia tirrenica, inseriti nel piano strutturale attraverso una copianificazione. Da allora, però, l’amministrazione comunale ha accumulato ritardi, incertezze e varianti, arrivando persino a ipotizzare modifiche al tracciato che snaturano la vocazione turistica e ambientale del progetto, come l’idea di deviare la pista nel centro abitato di Marina di Grosseto, lontano dalla pineta e dal Parco della Maremma».

«Inoltre per il tratto tra il ponte sul fiume Ombrone (loc. La Barca) e Principina a Mare, la Regione Toscana ha recentemente confermato un nuovo cofinanziamento di 2.200.000 euro distribuiti su tre anni, a fronte di un contributo del Comune di Grosseto pari a 750.000 euro limitatamente al 2025. L’accordo di programma è stato approvato con delibera di giunta regionale n. 1060 del 28 luglio, sottoscritto l’11 agosto, e formalizzato con decreto del presidente n. 186 del 29 settembre. Si tratta, ancora una volta, di una prova concreta della centralità del ruolo regionale e della capacità della Regione Toscana di investire su infrastrutture sostenibili per il nostro territorio».

«Ecco quindi la verità: senza la Regione, oggi non ci sarebbe nessun cantiere da inaugurare. Fa piacere vedere l’amministrazione comunale fare passerelle davanti alle telecamere, ma sarebbe ancora più utile se, oltre ai selfie, riuscisse finalmente a produrre una progettazione chiara, completa e coerente, soprattutto sui tratti della ciclovia tirrenica che attendono da anni un piano esecutivo».

 

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