Vendevano rifiuti senza autorizzazioni, 21 indagati | MaremmaOggi Skip to content

Vendevano rifiuti senza autorizzazioni, 21 indagati

Alla titolare dell’autodemolizione e ai raccoglitori che conferivano il materiale è stato contestato il traffico illecito di rifiuti. Sequestrati carro attrezzi e furgoni, oltre all’impianto nella zona nord della città
Uno dei furgoni messi sotto sequestro

GROSSETO. Sono 21 i nomi finiti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta del Nipaaf, tutti accusati di traffico illecito di rifiuti. Lunedì 25 marzo i carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale hanno messo sotto sequestro un impianto di auto demolizioni che si trova nella zona industriale a nord della città. 

Anche la titolare dell’impianto, difesa dall’avvocato Alessandro Oneto, è stata indagata per lo stesso reato contestato alle altre 21 persone. Ovvero per aver conferito materiale perlopiù ferroso all’impianto. 

Ci veniva portato di tutto: ferro, rame, alluminio, bronzo. Ma anche parti di automobili da demolire, vecchia batterie delle auto. 

I raccoglitori di questo materiale però, non avevano l’autorizzazione per il conferimento all’impianto. Che lo avviava – in questo caso regolarmente – allo smaltimento

4mila tonnellate di rifiuti non autorizzati

È stata un’indagine lunga, quella dei carabinieri del Nipaaf, che hanno messo sotto sequestro carro attrezzi, furgoni, camion e tutti i mezzi utilizzati dai raccoglitori di ferro che poi conferivano il materiale all’impianto. 

A firmare i decreti di sequestro è stata la giudice Cecilia Balsamo, che ha così fatto scattare i sigilli anche all’impianto di auto demolizione. L’impianto ha tutte le necessarie autorizzazioni allo smaltimento dei rifiuti. Ma avrebbe – stando ai risultati delle indagini dei carabinieri – acquistato materiale da smaltire senza che chi lo portasse all’impianto avesse l’autorizzazione per farlo

4mila, le tonnellate di rifiuti non autorizzati conferiti dal 2021 fino a oggi all’impianto, da parte di persone, i 20 indagati insieme alla titolare dell’autodemolizione, che non erano iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. 

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