GROSSETO. Il movimento del generale Roberto Vannacci perde pezzi in Maremma proprio mentre si prepara a trasformarsi in un vero partito politico nazionale.
A poche settimane dall’assemblea costituente del 14 giugno, quando Futuro Nazionale dovrebbe ufficializzare il proprio passaggio da movimento a partito strutturato, esplode infatti il caso Grosseto. Un vero e proprio ribaltone interno che porta all’uscita di scena di Andrea Vasellini, fino ad oggi considerato il principale referente territoriale del generale Vannacci in Maremma.
La decisione è maturata dopo la scelta dei vertici regionali e nazionali del movimento di affidare il coordinamento provinciale a Simone De Amicis, militare del Savoia, indicato come nuovo riferimento politico per il territorio grossetano.

La scelta dei vertici regionali
A confermare il cambio di assetto è stato direttamente il coordinatore regionale Tommaso Villa, insieme a Massimiliano Simoni, consigliere regionale di Pietrasanta e coordinatore nazionale di Futuro Nazionale.
«Abbiamo fatto una selezione e la scelta è caduta su Simone – spiega Villa – che sta lavorando in vista dell’assemblea costituente di metà giugno. In quell’occasione il generale trasformerà il movimento in un vero e proprio partito. Operazioni analoghe sono in corso in tutta la Toscana e in tutta Italia».
Parole che certificano la nuova fase politica del progetto vannacciano e che, di fatto, sanciscono anche il superamento della precedente struttura territoriale in Maremma.
L’addio di Vasellini e Bragaglia
Ma Andrea Vasellini e Alessandro Bragaglia non hanno accettato la decisione.
Con un comunicato ufficiale diffuso martedì 27 maggio, i due consiglieri comunali di Grosseto hanno annunciato la presa di distanza dal movimento.
«Dopo una lunga riflessione e dopo una serie di confronti con i dirigenti di Futuro Nazionale abbiamo deciso di prendere le distanze da questo movimento» scrivono Vasellini e Bragaglia.
Nel documento emerge soprattutto una critica politica precisa: la collocazione del movimento rispetto al centrodestra.
«Noi siamo nel centrodestra»
I due esponenti grossetani contestano infatti la strategia nazionale di Futuro Nazionale, accusata di non voler aderire pienamente alla coalizione che sostiene il governo Meloni.
«Abbiamo sottolineato più volte che non si può non aderire convintamente alla coalizione di centro destra che governa il nostro paese» scrivono.
E ancora: «Non possiamo accettare la scelta di non partecipare alle elezioni amministrative».
Per Vasellini e Bragaglia il vero nodo sarebbe quindi la linea politica nazionale del movimento: «Noi siamo convintamente nella coalizione di centro destra e chi non accetta di far parte della coalizione non può essere con noi».
Il riferimento a Norberto De Angelis
Nel comunicato compare anche un passaggio significativo legato a Norberto De Angelis, ex team leader nazionale di “Mondo al Contrario”, realtà politica nata attorno al libro del generale Vannacci.
Secondo Vasellini e Bragaglia, anche De Angelis avrebbe preso le distanze dal progetto politico di Futuro Nazionale.
Lo scontro tra politica nazionale e territorio
Il documento diffuso dai due consiglieri grossetani contiene anche un duro passaggio sulla gestione politica del movimento.
«Prima di tutte le politiche c’è una politica estremamente importante che è quella del territorio» scrivono.
E poi la stoccata finale: «Forse qualcuno preferisce imbarcarsi su “trenini” che andranno direttamente a Roma senza prima lavorare per la gente che vive e opera quotidianamente nelle nostre città».
Una frase che fotografa bene la frattura interna emersa in queste ore tra chi punta a costruire rapidamente una struttura nazionale attorno alla figura del generale Vannacci e chi invece chiede un radicamento territoriale dentro il centrodestra locale.
Verso il partito di Vannacci
La spaccatura arriva in un momento delicatissimo per Futuro Nazionale.
Il 14 giugno, infatti, il movimento dovrebbe compiere il passo definitivo verso la trasformazione in partito politico nazionale, consolidando la struttura organizzativa attorno alla leadership del generale Roberto Vannacci.
Ed è proprio in vista di questo passaggio che i vertici stanno ridefinendo coordinamenti provinciali e assetti territoriali.
La Maremma, però, sembra essere diventata uno dei primi veri fronti interni di tensione politica del nuovo progetto vannacciano.
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