PORTO SANTO STEFANO. Vacanza da sogno in uno dei resort più esclusivi dell’Argentario, servizi extra, camere di lusso e promesse di pagamento puntualmente disattese. Una storia che potrebbe sembrare uscita da una commedia all’italiana, ma che invece è finita in Procura a Grosseto, con tanto di decreto di citazione a giudizio. Peccato però che il processo, almeno per ora, non si possa fare.
Il protagonista della vicenda è Loris Motta Naeff, cittadino svizzero di 22 anni difeso dall’avvocata Iris Milano, accusato di aver soggiornato in un resort di lusso senza mai saldare il conto, accumulando un debito complessivo di 29.479 euro tra pernottamenti ed extra. Una cifra tutt’altro che irrilevante, costruita nel corso di più soggiorni tra fine giugno e inizio agosto 2023.
I bonifici mai arrivati e i primi sospetti
Tutto comincia con una richiesta che poteva anche sembrare legittima: vista l’entità dell’importo, il cliente chiede di poter pagare tramite bonifico bancario. La struttura accetta, a patto che il trasferimento venga effettuato immediatamente.
E in effetti il bonifico viene eseguito, almeno sulla carta. Il 21 luglio 2023 risultano infatti 14mila euro inviati a favore della società. Poco dopo segue un secondo bonifico da 2mila euro. A supporto vengono fornite anche documentazioni bancarie.
Il problema è che, secondo quanto denunciato, quei soldi non arriveranno mai.
Carte senza fondi e pagamenti impossibili
Nel frattempo il soggiorno prosegue e il cliente si presenta regolarmente in struttura. Quando arriva il momento di pagare con carta di credito, però, emergono i primi problemi.
I tentativi di addebito falliscono per mancanza di fondi. Nemmeno una seconda carta, fornita come garanzia, riesce a sbloccare la situazione. Il risultato è sempre lo stesso: nessun pagamento effettuato.
Soggiorni ripetuti e promesse mai mantenute
Nonostante tutto, la permanenza continua. Dopo un primo lungo soggiorno dal 30 giugno al 23 luglio, Motta Naeff torna nella struttura a fine luglio e poi di nuovo nei primi giorni di agosto.
In quest’ultima occasione arriva anche in compagnia della madre e del compagno di lei, che invece saldano regolarmente il loro conto. Lui, invece, continua a rimandare.
Al momento del check-out del 7 agosto, la promessa è quella classica: pagherà nei giorni successivi.
La scomparsa dopo l’11 agosto
Pochi giorni dopo, l’11 agosto, quando dovrebbe iniziare un nuovo soggiorno già prenotato, non si presenta. I tentativi della struttura di contattarlo, tra telefonate ed email, restano senza risposta.
Da quel momento, il cliente svizzero sparisce completamente.
L’accusa: insolvenza fraudolenta
La vicenda finisce così in Procura, dove viene contestato il reato di insolvenza fraudolenta.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe usufruito dei servizi con il preciso intento di non pagare, simulando una situazione di difficoltà economica.
Il processo si ferma: la decisione del giudice
Il procedimento va avanti fino al decreto di citazione diretta a giudizio firmato dal pubblico ministero Salvatore Ferraro.
Ma quando si arriva in aula, c’è un nuovo colpo di scena. Il giudice Marco Bilisari è costretto a disporre il non doversi procedere per mancata conoscenza del processo da parte dell’imputato. In sostanza, non essendo stato possibile notificargli correttamente gli atti, il procedimento non può proseguire.
Ricerche fino al 2035
Non si tratta però di una chiusura definitiva. L’uomo è stato dichiarato irreperibile e sono state disposte ricerche nel tempo. Il fascicolo resta quindi sospeso, con una finestra lunghissima: fino al 2035.
Se nel frattempo l’imputato verrà rintracciato, il processo potrà ripartire da dove si è fermato. Con buona pace del resort, dal cui conto mancano ancora quasi 30mila euro.



