GROSSETO. Dare un odore alla Lunaria, trasformare la scelta di un profumo in una coccola e creare nel centro storico di Grosseto un luogo pensato soprattutto per le donne. È da queste idee che nasce il nuovo progetto di Michele Manigrassi, pugliese di origine ma grossetano d’adozione, che dopo anni di lavoro alle dipendenze di altri ha deciso di lasciare tutto e partire da zero.
E nella sua profumeria c’è una dedica, neanche troppo nascosta, a chi durante il Medioevo ha subito dei processi per stregoneria. «Quel periodo storico mi è sempre piaciuto e questo posto è dedicato anche a quelle donne che sapevano qualcosa in più rispetto alle persone – dice Michele – Ci sono state donne della Maremma processate a Siena: si tratta di Manfilia del Cotone, Barbara di Boccheggiano, Giulia La Chiappina e Rufina dello Sbardellato e questo posto è anche per loro».
Le streghe son tornate
La stregoneria è qualcosa che da secoli e secoli affascina l’uomo e per anni è stata qualcosa da combattere. Da lì sono nati tutti i processi con l’accusa di essere una strega, quando in realtà si trattava di donne o uomini che avevano scelto una strada diversa: una vita alla scoperta delle erbe oppure lontano dalla società. Una scelta che ha portato alcuni di loro a essere arsi vivi sul rogo.
La caccia alle streghe è uno dei momenti più bui della storia, fatto di processi, torture e morti, sia di uomini che di donne. Anche perché per stabilire la colpevolezza si ricorreva anche a prove che di scientifico avevano ben poco: fra queste c’era la prova dell’acqua, nella quale il modo in cui il corpo galleggiava o affondava poteva essere interpretato come segno di innocenza o colpevolezza. Insomma, non proprio un metodo scientifico.
«Si tratta di donne diverse, con storie diverse, accomunate dal sospetto che poteva nascere intorno alla conoscenza delle erbe, delle cure e delle pratiche popolari – dice Michele – Non vogliamo chiamarle streghe. Vogliamo ricordarle come donne. Il filo che unisce la Lunaria alla magia è il profumo, perché un profumo crea legami, si allaccia a ricordi e riuscire a trovare la fragranza giusta è un po’ una magia».
Le donne a cui Michele dedica la profumeria sono state processate tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento: Manfilia del Cotone ha subito un processo dall’Inquisizione di Siena nel 1594, Barbara di Boccheggiano è stata sottoposta a un procedimento nel 1597, mentre Giulia la Chiappina e Rufina dello Sbardellato sono state coinvolte nei processi di Pitigliano nel 1617.
Tra profumi, tarocchi e floromanzia
La nuova attività vuole proporre marchi di nicchia caratterizzati da una storia ben precisa, scelti non soltanto per le fragranze, ma anche per le storie che raccontano, il design e i dettagli artistici delle confezioni.
E la cosa più particolare è anche provare a usare la magia per scegliere un profumo. «Attraverso la lettura delle carte o dei fiori sarà possibile individuare una fragranza legata al momento che una persona sta vivendo: non solo un profumo che piace di più, ma qualcosa che possa far sentire bella e felice la mia cliente in quel momento della sua vita».
Insomma, la stregoneria è sempre stata vista come qualcosa da combattere e Michele prova a portare un’altra visione.
«Questo deve essere un luogo dove le donne possano sentirsi al sicuro e dove farsi una coccola – dice Michele – Se di sera alle 19.30 qualcuna dovesse sentirsi in pericolo o spaventata, le mie porte saranno sempre aperte. È anche un posto dove farsi una coccola ed è pensato per tutti i tipi di donna: ho profumi di nicchia per tutti i tipi di borsello e persone».
«Dare un odore alla Lunaria»
Dietro al progetto c’è anche una scelta personale. Michele ha sempre lavorato per altri e, questa volta, ha deciso di partire da zero e costruire qualcosa di suo. Una decisione che ha richiesto coraggio, soprattutto in un periodo non semplice per il commercio, ma che nasce dalla volontà di portare qualcosa di nuovo nel centro storico.
Il filo conduttore resta la gentilezza, che è la vera magia in tutto il progetto. «Io sono il contro natura per eccellenza, ma ho sempre un sorriso pronto e mi piacerebbe con la Lunaria poter portare anche un posto per la gentilezza, dove si è trattati senza alcuna distinzione – dice Michele – I tempi non sono dei migliori per le donne, ma nel mio negozio sarete trattate come persone».
«Il negozio è una dedica alle donne e alle nostre “streghe”. Ma è anche una dedica alla città, che ha molto potenziale, spesso non sfruttato – dice Michele – Io sono pugliese, ma grossetano d’adozione e spero di dare un profumo alla Lunaria, che un profumo non ha».




