GROSSETO. Il centro di Grosseto si è svegliato con una domanda sospesa nell’aria: chi si è ferito – e come – nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 in piazza della Palma?
Una scena muta, fatta di tracce e schizzi di sangue, ha accolto gli agenti delle volanti e della scientifica, chiamati a ricostruire un episodio dai contorni ancora tutti da delineare.
Lì, dove il centro storico è rimasto pieno di ragazzi fino a tarda sera, qualcuno si è fatto male. Seriamente. E le tracce, che disegnano una lunga traiettoria verso il carcere, raccontano più di quanto per ora si sappia.
Le tracce trovate in piazza della Palma
A dare l’allarme, sabato mattina intorno alle 7.30, è stata una residente.
Ha aperto la porta di casa e si è trovata davanti una pozza di sangue. Nessun rumore nella notte, nessun segnale. Solo quel rosso, ancora evidente sul selciato.
La scia parte davanti al portone del numero 44, ricoperto anche questo di schizzi di sangue, accanto al locale sudamericano, e si allunga per centinaia di metri. Attraversa piazza della Palma, prosegue in via Garibaldi, devia in via Saffi e arriva fino all’area del cantiere e alla porta del carcere.
Qui, nuovi schizzi individuati dagli agenti sembrano confermare un passaggio concitato, forse un tentativo di raggiungere un luogo ritenuto sicuro.
Ma non è l’unica traccia: un’altra scia, sempre in piazza della Palma, va in direzione opposta, ancora verso via Saffi. Come se le persone coinvolte fossero due.
L’intervento della polizia e i rilievi della scientifica
Le indagini sono cominciate subito. Gli agenti delle volanti hanno chiesto l’acquisizione delle immagini di tutte le telecamere della zona. Un elemento decisivo, visto che a pochi metri dal punto dell’aggressione ci sono sia le videocamere del Comune sia quelle del carcere: un “grande fratello” che potrebbe aver ripreso tutto, fotogramma per fotogramma.
La scientifica ha posizionato i numeri segnaletici lungo il percorso individuato. Uno di questi è stato trovato accanto a un’auto parcheggiata, con schizzi di sangue sul lunotto posteriore. Segno di un contatto ravvicinato, forse di una colluttazione.
Ora si cerca di capire chi sia rimasto ferito e se qualcuno, nella notte, abbia chiesto aiuto al pronto soccorso senza collegare l’episodio a quanto avvenuto in piazza.
Le persone arrivate in ospedale: collegamenti esclusi
Nella stessa notte, intorno all’1, al pronto soccorso è arrivato un 25enne nordafricano, senza fissa dimora, con una profonda ferita al volto.
Racconta di essere stato aggredito a colpi di mazza e, pare, anche col calcio di una pistola. Ma la polizia esclude un collegamento: il ragazzo infatti, è stato soccorso in via Genova.
Un’altra persona è stata soccorsa dal 118 attorno alle 4.30, ferita con un’arma bianca e trovata in via Porciatti, poco distante dalla pozza di sangue in piazza della Palma.
Non è ancora chiaro se questo episodio sia legato alla scia che porta verso il carcere.
Le immagini delle telecamere saranno decisive
Il percorso, le tracce, gli orari e soprattutto le immagini potrebbero raccontare ciò che ancora manca: soprattutto, capire chi abbia lasciato quella scia di sangue in centro.
Un mosaico di indizi che gli investigatori stanno componendo in queste ore, nella speranza che un volto, un gesto, un dettaglio catturato da una telecamera permetta di chiudere il cerchio.



