Geotermia, Enel replica ai sindaci: «Il costo del vapore è solo una parte della bolletta» | MaremmaOggi Skip to content

Chi ha ragione sul caro geotermia? Enel risponde ai sindaci e spiega da cosa nasce il rincaro

Dopo la protesta dei Comuni geotermici di Maremma, Senese e Pisano, Enel Green Power chiarisce che il prezzo del calore è solo una componente della tariffa finale. Nel conto pesano anche reti, manutenzioni e costi di gestione
La centrale geotermica di Larderello
La centrale geotermica di Larderello

MONTEROTONDO MARITTIMO. Lo scontro sul costo della geotermia entra nel vivo. Dopo la dura presa di posizione dei sindaci dei Comuni geotermici di Maremma, Senese e Pisano contro gli aumenti del prezzo del vapore, arriva la replica di Enel Green Power, che invita a distinguere tra il costo del calore ceduto ai gestori e la bolletta finale pagata da famiglie e imprese.

Una precisazione importante, perché il dibattito di questi giorni ruota attorno a un tema molto tecnico ma con effetti concreti sulle tasche dei cittadini: quanto pesa realmente il costo del vapore nella tariffa del teleriscaldamento?

Enel: «L’adeguamento è previsto dai contratti»

La società spiega che l’aggiornamento delle tariffe di cessione del calore rientra nei meccanismi previsti dai contratti e segue l’andamento dei costi di produzione, distribuzione e commercializzazione del comparto energetico.

Enel Green Power sottolinea inoltre di versare regolarmente tutti i contributi di concessione e di produzione previsti dalla normativa per l’attività geotermoelettrica.

Secondo l’azienda, l’aumento contestato dai sindaci riguarda esclusivamente la componente relativa alla cessione del calore e non può essere automaticamente identificato con l’intera tariffa applicata agli utenti finali.

Da cosa è composta la bolletta del teleriscaldamento

È proprio questo il punto centrale della vicenda.

La bolletta del teleriscaldamento non è composta soltanto dal costo del vapore acquistato da Enel Green Power. Nella tariffa finale entrano infatti anche i costi di gestione della rete; le manutenzioni degli impianti; i consumi elettrici delle centrali e delle pompe; gli ammortamenti degli investimenti effettuati; le spese amministrative e operative dei gestori e, non ultime, eventuali dispersioni termiche della rete.

Per questo motivo un aumento del prezzo del vapore non si traduce necessariamente nello stesso incremento sulla bolletta finale.

Il nodo delle reti e delle dispersioni

Tra gli elementi che potrebbero incidere maggiormente sulla tariffa finale ci sono le caratteristiche delle singole reti di teleriscaldamento.

Gli impianti più estesi o più datati possono presentare costi di gestione superiori e dispersioni di calore maggiori rispetto alle reti più moderne ed efficienti.

È proprio su questo aspetto che si concentra una parte del confronto tra amministrazioni, gestori e società energetica: capire quale quota degli aumenti sia riconducibile al costo del vapore e quale invece derivi dalla gestione delle infrastrutture locali.

Una distinzione fondamentale per comprendere se i rincari siano dovuti prevalentemente alla materia prima energetica oppure ai costi di esercizio delle reti.

«Restiamo più convenienti del gas»

Nella propria nota Enel Green Power evidenzia inoltre che, anche dopo l’adeguamento dei prezzi, il teleriscaldamento geotermico continuerebbe a risultare molto più conveniente rispetto alle tradizionali forniture di gas.

Secondo l’azienda, le tariffe attuali sarebbero fino a cinque volte inferiori per le utenze domestiche e fino a quindici volte inferiori per quelle commerciali e artigianali.

Un’affermazione che rappresenta uno dei punti chiave della difesa di Enel e che sarà probabilmente oggetto di ulteriori verifiche e confronti da parte dei territori interessati.

I sindaci chiedono un confronto con Regione ed Enel

Resta comunque aperta la preoccupazione espressa dai sindaci dei Comuni geotermici.

Gli amministratori sostengono che l’aumento del costo del vapore rischi di mettere in difficoltà imprese, sistemi di teleriscaldamento e famiglie, chiedendo alla Regione Toscana di intervenire per individuare criteri più stabili e sostenibili nella determinazione dei prezzi.

Enel, dal canto suo, si dichiara disponibile a confrontarsi con Comuni, gestori e utenti e lascia aperta la possibilità di una revisione al ribasso delle tariffe qualora l’andamento del mercato energetico lo consenta.

La partita, quindi, è tutt’altro che chiusa. E il vero nodo da sciogliere sarà capire quanto degli eventuali rincari ricada effettivamente sul costo del vapore e quanto, invece, dipenda dalla gestione delle reti di teleriscaldamento presenti nei diversi territori geotermici.

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