Turismo in Maremma, i numeri frenano: «Le spiagge da sole non bastano più» | MaremmaOggi Skip to content

Turismo in Maremma, i numeri frenano: «Le spiagge da sole non bastano più»

Nel 2025 sono calate le presenze nonostante la crescita nazionale. Marras: «Serve qualità, organizzazione e una strategia condivisa»
Turismo in calo in Maremma e in Val di Cornia
Due spiagge in Maremma
GROSSETO. Non basta avere alcune delle spiagge più belle della Toscana per riempire gli alberghi della provincia di Grosseto. Servono investimenti e risorse e, sopratutto, la capacità di mettere a frutto ciò che già esiste. I numeri del 2025 parlano chiaro: a fronte di una crescita delle presenze a livello nazionale, la Maremma registra una contrazione del turismo, in particolare di quello domestico.
 
E c’è chi punta il dito contro la qualità complessiva dell’offerta. «Non si può confidare solo ed esclusivamente nelle bellezze naturali della costa, senza metterci qualcosa sopra, neppure un sorriso di accoglienza», scrive un lettore alla redazione di MaremmaOggi.
 

I limiti strutturali del territorio

Le difficoltà, però, non sono solo legate alla percezione dell’offerta. Esistono anche problemi strutturali che frenano lo sviluppo turistico. In primo luogo la raggiungibilità: l’assenza di un aeroporto vicino, una viabilità veicolare inadeguata e collegamenti interni insufficienti rappresentano un ostacolo soprattutto per l’incoming internazionale.

A questo si aggiunge il calo della domanda interna, aggravato dall’inflazione e dall’aumento dei costi, che ha inciso sulle scelte di viaggio degli italiani.

Leonardo Marras
Leonardo Marras

Marras: «La raggiungibilità è un nodo centrale»

«La raggiungibilità resta senza dubbio uno dei nodi principali per il territorio – spiega l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras – e incide soprattutto sulla capacità di attrarre turismo internazionale. Dobbiamo continuare a denunciare questa carenza e pretendere che il Governo investa ciò che serve».

La flessione come segnale, non come allarme

C’è poi il dato della flessione delle presenze, diminuite drasticamente nel 2025 dopo un periodo fiorente.
 
Adalberto Sabbatini
Adalberto Sabbatini

«Una flessione rispetto al periodo pandemico c’è stata, è indubbio – spiega Adalberto Sabbatini, titolare dell’Ultima Spiaggia di Capalbio –  gli italiani restavano e ci sono stati dei picchi notevoli di presenze. Anche se Capalbio, rispetto ad altre zone del grossetano, ha subito meno l’inflessione. Abbiamo un turismo di seconde case, con reddito medio alto e offriamo una scelta ampia: dalla spiaggia libera allo stabilimento con super servizi, il turista può andare dove preferisce. Ne abbiamo per tutti i gusti. Noi come attività il colpo lo abbiamo retto bene, abbiamo dei clienti stabili che fanno il 60 -70%  delle entrate – conclude Sabbatini – abbiamo registrato una lieve flessione, ma quasi irrilevante».

 
«Il dato della flessione va letto come un segnale, certamente, ma senza eccessivo allarmismo – spiega Marras – La Maremma è uno dei territori che più ha beneficiato del turismo di prossimità negli anni post-pandemici; oggi quel ciclo si è esaurito e siamo di fronte ad una nuova fase che ci impone una riflessione strategica perché le prospettive restano più che solide». 

 

Qualità, destagionalizzazione e nuovi mercati

Secondo l’assessore regionale, la Maremma resta un territorio con un patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico straordinario, che sta progressivamente facendosi conoscere anche a livello internazionale.

«L’obiettivo – spiega Marras – è accompagnare il territorio verso un modello di offerta più equilibrato e destagionalizzato, capace di intercettare nuovi mercati, puntando sulla qualità dell’esperienza e non solo sui volumi».

 

«Far funzionare meglio ciò che già esiste»

La sfida, dunque, non è tanto aumentare la capacità ricettiva. «La Maremma ha investito molto in ricettività e oggi dispone di una capacità importante, diffusa e di qualità – prosegue Marras – Il punto non è crescere ancora in termini quantitativi, ma far funzionare meglio ciò che già esiste».

Questo significa costruire un’offerta più organizzata e riconoscibile, capace di valorizzare turismo naturalistico e dei parchi, terme, borghi, enogastronomia, outdoor e cicloturismo. Segmenti che possono allungare la stagione e rendere più stabile il lavoro delle imprese.

«La Regione è pronta a fare la sua parte – conclude – ma serve una collaborazione sempre più stretta tra operatori e amministrazioni per presentare la Maremma come destinazione completa, non solo stagionale».

 

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