I limiti strutturali del territorio
Le difficoltà, però, non sono solo legate alla percezione dell’offerta. Esistono anche problemi strutturali che frenano lo sviluppo turistico. In primo luogo la raggiungibilità: l’assenza di un aeroporto vicino, una viabilità veicolare inadeguata e collegamenti interni insufficienti rappresentano un ostacolo soprattutto per l’incoming internazionale.
A questo si aggiunge il calo della domanda interna, aggravato dall’inflazione e dall’aumento dei costi, che ha inciso sulle scelte di viaggio degli italiani.

Marras: «La raggiungibilità è un nodo centrale»
«La raggiungibilità resta senza dubbio uno dei nodi principali per il territorio – spiega l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras – e incide soprattutto sulla capacità di attrarre turismo internazionale. Dobbiamo continuare a denunciare questa carenza e pretendere che il Governo investa ciò che serve».
La flessione come segnale, non come allarme

«Una flessione rispetto al periodo pandemico c’è stata, è indubbio – spiega Adalberto Sabbatini, titolare dell’Ultima Spiaggia di Capalbio – gli italiani restavano e ci sono stati dei picchi notevoli di presenze. Anche se Capalbio, rispetto ad altre zone del grossetano, ha subito meno l’inflessione. Abbiamo un turismo di seconde case, con reddito medio alto e offriamo una scelta ampia: dalla spiaggia libera allo stabilimento con super servizi, il turista può andare dove preferisce. Ne abbiamo per tutti i gusti. Noi come attività il colpo lo abbiamo retto bene, abbiamo dei clienti stabili che fanno il 60 -70% delle entrate – conclude Sabbatini – abbiamo registrato una lieve flessione, ma quasi irrilevante».
Qualità, destagionalizzazione e nuovi mercati
Secondo l’assessore regionale, la Maremma resta un territorio con un patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico straordinario, che sta progressivamente facendosi conoscere anche a livello internazionale.
«L’obiettivo – spiega Marras – è accompagnare il territorio verso un modello di offerta più equilibrato e destagionalizzato, capace di intercettare nuovi mercati, puntando sulla qualità dell’esperienza e non solo sui volumi».
«Far funzionare meglio ciò che già esiste»
La sfida, dunque, non è tanto aumentare la capacità ricettiva. «La Maremma ha investito molto in ricettività e oggi dispone di una capacità importante, diffusa e di qualità – prosegue Marras – Il punto non è crescere ancora in termini quantitativi, ma far funzionare meglio ciò che già esiste».
Questo significa costruire un’offerta più organizzata e riconoscibile, capace di valorizzare turismo naturalistico e dei parchi, terme, borghi, enogastronomia, outdoor e cicloturismo. Segmenti che possono allungare la stagione e rendere più stabile il lavoro delle imprese.
«La Regione è pronta a fare la sua parte – conclude – ma serve una collaborazione sempre più stretta tra operatori e amministrazioni per presentare la Maremma come destinazione completa, non solo stagionale».



