Trovato con la coca, si difende: «Ho un tumore, mi serve per non sentire dolore» | MaremmaOggi Skip to content

Trovato con la coca, si difende: «Ho un tumore, mi serve per non sentire dolore»

L’uomo, che sta già affrontando un altro procedimento per spaccio, ha detto al giudice di utilizzare la droga come analgesico. Convalidato l’arresto, è ai domiciliari
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Una pattuglia dei carabinieri

GROSSETO. Stava rientrando dalla piazza di spaccio, quando i carabinieri di Orbetello lo hanno fermato. Con sé aveva diversi grammi di cocaina, una quantità che ha insospettito i militari, che hanno deciso di perquisirgli la casa.

Fra le mura domestiche i militari hanno trovato diverse dosi di cocaina già confezionate, un bilancino di precisione e il materiale per l’imballaggio. Ma l’uomo, un 59enne nato in provincia di Napoli, in aula ha sostenuto che la droga gli servirebbe per non sentire il dolore causato da un tumore alla gola. 

L’accusa è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Convalidato l’arresto

Il 59enne, difeso dall’avvocata Iris Milano sostituita dall’avvocata Dina Paoli, in casa aveva già la sostanza confezionata e pronta all’uso.

«La sostanza mi serve per non sentire il dolore causato dalla malattia. La suddivido in bustine e le do alla mia compagna. Quando ne ho bisogno, lei me ne dà una. Faccio così per non avere la tentazione di usarla in continuazione e per questo avevo il bilancino e il materiale per il confezionamento». Si è difeso così il 59enne in aula davanti al giudice Sergio Compagnucci e alla vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo durante il processo per direttissima.

In casa l’uomo aveva anche diversi antidolorifici, ma secondo il suo racconto, la cocaina è più efficace per il trattamento del dolore – anche se si tratta più di un “analgesico locale” e non di un oppiaceo. 

L’uomo ha già alle spalle una condanna per un altro reato e un procedimento penale in atto sempre per spaccio. Lo scorso arresto risale al 18 settembre e sul 59enne pendeva l’obbligo di dimora e il divieto di uscire la sera.

Il giudice Sergio Compagnucci non ha creduto alle sue parole e ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, con l’aggiunta del braccialetto elettronico.

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