GROSSETO. Sono ormai più di due anni che gli agricoltori scelgono di protestare a causa della situazione in cui versa l’intero comparto agricolo nazionale. La rabbia tra chi lavora la terra è ancora forte e, per questo, il 19 gennaio è in programma una nuova protesta dei trattori.
«Il 13 gennaio alle 19 è prevista una riunione all’agriturismo Poggio Ciliegio di Fonteblanda, dove ci incontreremo per confrontarci sulla prossima mobilitazione – dice Salvatore Fais, di Agricoltori Italiani – In due anni di proteste la situazione non è cambiata: ci sono state molte promesse, ma nessun aiuto concreto e reale. Anzi, direi che le nuove trattative rischiano di affossarci ancora di più».
La mobilitazione e l’accordo Mercosur
L’accordo con il Mercosur ha come obiettivo la riduzione o l’eliminazione dei dazi su molti prodotti agricoli, facilitare gli scambi industriali e agricoli e rafforzare il peso geopolitico dell’Unione europea in Sud America. I prodotti provenienti da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay diventeranno così più competitivi sul mercato italiano: è evidente che, abbassandosi i costi di esportazione, il prezzo finale dei beni sarà più basso.
Una scelta, quella del governo, che potrebbe colpire duramente un comparto già in ginocchio, schiacciato dal sottocosto della produzione. Le aziende agricole stanno arrivando al limite della sopportazione dello stress economico. E se non c’è guadagno, non c’è impresa.
«Ci sentiamo presi in giro, sia dal governo che dalle associazioni di categoria, che in questi anni non ci hanno tutelato. Hanno solo promesso senza risolvere **le problematiche che da tempo ci attanagliano – prosegue Fais –. L’accordo Mercosur sarà un duro colpo per tutti noi, perché in molti Paesi le aziende affrontano costi di manodopera e produzione inferiori ai nostri. E, inevitabilmente, il consumatore sarà portato a scegliere ciò che costa meno».



