Niente telecamere dedicate? Nessun problema. Si passa al setaccio l’intera attività notturna del centro storico e, come in un moderno “CSI Laguna”, il colpevole dell’abbandono del sacchetto viene finalmente inchiodato.
Nel secondo episodio, invece, l’indagine è più rapida ma non meno istruttiva: un’auto, una discesa fulminea, un sacchetto infilato nel cestino pubblico. Un gesto rapido, quasi professionale. Talmente professionale da far pensare a un “habitué”. E infatti: beccato.
Applausi e qualche fischio
Gli applausi vanno tutti alla Polizia Municipale, al comandante Poggioli e agli agenti che hanno sacrificato ore preziose per dare un nome e un cognome a un sacchetto fuori posto.
Ed è proprio qui che scatta la nota dolente: ore sottratte ad altri mille compiti, perché qualcuno confonde il senso civico con il classico «tanto non mi vede nessuno».
Il grande teatro dei rifiuti
Da giorni, a Orbetello, il tema dei rifiuti è diventato il nuovo sport cittadino. Da una parte, foto di cassonetti stracolmi, maleodoranti, con contorno di topi e ratti che sembrano aver preso la residenza. Dall’altra, lo scontro politico: opposizione contro amministrazione comunale, con l’assessore Ivan Poccia a difendere la linea. La gestione va rivista? Forse sì. Il posizionamento dei cassonetti è perfetto? Probabilmente no.
Lo ha ammesso anche l’assessore, che segue la materia da poco tempo, da quando ha assunto la delega.
Ma poi c’è l’altro elefante nella stanza (anzi, nel cestino): l’inciviltà cronica di alcuni cittadini, veri specialisti dell’abbandono creativo dei rifiuti, capaci di infilare sacchi domestici ovunque tranne dove dovrebbero.
Tra il serio e il faceto
Il quadro è, a tratti, desolante. A tratti, grottesco. Si discute di politica, di gestione, di appalti e strategie, mentre un sacchetto di rifiuti diventa il protagonista assoluto della scena pubblica. E intanto un agente passa ore davanti ai filmati notturni per ricostruire il “giallo del sacco”.
Morale (amara) della favola: Orbetello scopre che il decoro urbano non è solo una questione di cassonetti o di appalti, ma anche – e soprattutto – di comportamento.
La polizia municipale fa il suo dovere, la politica si scontra, i cittadini commentano. Ma finché qualcuno continuerà a trattare i cestini come discariche personali, il vero problema non saranno le telecamere mancanti, bensì il senso civico smarrito. E quello, purtroppo, non si recupera con una multa.



