GROSSETO. Il Toscana Pride 2026 arriva a Grosseto, una città che troppo spesso viene raccontata come chiusa, immobile, difficile da abitare per le nuove generazioni.
Quest’anno il Toscana Pride sceglie Grosseto per contribuire a rinvigorire anche in questo territorio il senso di liberazione, cura e resistenza collettiva.
L’evento dovrebbe essere fra giugno e luglio, in questi giorni si stanno definendo, anche con la questura, i dettagli sul percorso, con probabile arrivo in centro storico.
«In una città come Grosseto noi fioriamo. E fiorire è un atto rivoluzionario».
«Costruire comunità qui è difficile»
«Le persone LGBTQIA+ di Grosseto – dichiara la presidente del comitato del Toscana Pride, Fiora Branconi – raccontano ogni giorno cosa significhi vivere in un territorio dove costruire comunità è complicato».
«Dove spesso le iniziative sembrano scontrarsi con muri invisibili, dove la solitudine pesa e la visibilità può diventare un rischio».
Eppure, sottolinea Branconi, è proprio in questo contesto che nasce un Pride capace di portare le proprie rivendicazioni nel territorio senza chiedere il permesso.
Cura, liberazione e inarrestabilità: i tre pilastri
Il percorso politico del Toscana Pride 2026 parte da tre concetti fondamentali:
- Cura, come pratica collettiva che permette alla comunità di sopravvivere e crescere anche dove sembra impossibile
- Liberazione, perché nessuna persona deve essere costretta a nascondersi o a migrare per essere sé stessa
- Inarrestabilità, perché chi vive le difficoltà conosce la fatica, ma anche la forza di attraversare confini, città e pregiudizi con determinazione
La periferia diventa così uno spazio simbolico in cui la repressione del desiderio e la paura del giudizio isolano le persone LGBTQIA+.
Grosseto simbolo di resistenza
Eppure, proprio qui, nella Maremma che alterna bellezza e durezza, nasce un Pride che «squarcia il buio delle paure».
Grosseto diventa così il simbolo di una comunità che non si arrende, che non si lascia schiacciare, che fiorisce anche quando il terreno sembra ostile.
«Le nostre rivendicazioni non si fermano, non arretreremo di un millimetro».
Le rivendicazioni del Toscana Pride 2026
Il Toscana Pride 2026 scende in piazza per denunciare l’assenza di politiche reali contro la precarietà abitativa e lavorativa che colpisce in modo sproporzionato le persone LGBTQIA+, la mancanza di spazi sicuri in molte città toscane, Grosseto compresa, l’assenza di una legge nazionale contro l’odio e la violenza, gli attacchi e la cancellazione delle famiglie omogenitoriali e la mancanza di percorsi di affermazione di genere rapidi, gratuiti e autodeterminati.
«Non siamo un’emergenza. Siamo una comunità che resiste, che costruisce, che coltiva speranze. E che non ha più intenzione di essere invisibile».
«Grosseto non è periferia: è un punto di partenza»
La marginalità non è un destino, ma un punto da cui partire per trasformare ciò che non funziona.
Chi è discriminato conosce la potenza della resistenza quotidiana, della cura reciproca e della creatività che nasce dove tutto sembra fermo.
Il Pride arriva a Grosseto per ribadire un messaggio chiaro: nessun territorio è troppo lontano, troppo piccolo o troppo chiuso per la libertà.
Come aderire e sostenere il Toscana Pride
Per aderire al Toscana Pride è possibile scrivere a: segreteria@toscanapride.eu
Per sostenere l’evento:
IBAN: IT 25P0 3069 0960 6100 0001 50545
Intestato a: Toscana Pride
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale: www.toscanapride.eu
Il comitato promotore
Il Toscana Pride nasce da un percorso politico intrapreso dalle associazioni toscane che compongono il comitato promotore, tra cui:
AGEDO Firenze, AGEDO Livorno Saverio Renda, Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno”, Arcigay Carrara “Trecento60°”, Arcigay Livorno “L.E.D Libertà e Diritti”, Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”, Arcigay Prato-Pistoia “L’Asterisco”, Associazione Consultorio Transgenere (Torre del Lago), Collettivo Asessuale Carrodibuoi, Coming Out LGBTQIA+ (Valdinievole, Zona del Cuoio e Piana di Lucca), Famiglie Arcobaleno (Toscana), IREOS Comunità Queer Autogestita (Firenze), Polis Aperta, Rete Genitori Rainbow.



