GROSSETO. Vetri infranti, sangue sui muri, danni ingenti e una lunga scia di inquietudine. E soprattutto, un ragazzo di appena 15 anni e mezzo che, domenica 25 gennaio, finisce dietro le sbarre del carcere minorile.
Succede a Grosseto, nella notte tra sabato e domenica, quando due giovanissimi incappucciati prendono di mira il supermercato Carrefour di via Einaudi.
L’assalto all’alba ripreso dalle telecamere
Sono circa le 6.15 quando le telecamere di videosorveglianza riprendono l’inizio del raid. I due hanno il cappuccio sulla testa, i volti coperti. Ma si vede bene dalle immagini che sono poco più che adolescenti.
Il colpo, sembrava essere stato studiato al millimetro: prima di entrare, i due giovani staccano la centralina elettrica, lasciando il supermercato completamente al buio. Quindi prendono a calci la porta del magazzino, cercando di forzarla.
La porta resiste. Loro meno.
Sangue, vetri rotti e un colpo che naufraga
I due si feriscono ma riescono a entrare nel supermercato. Una volta dentro, aprono le casse per cercare denaro contante. Ma non c’è nulla. Il colpo, di fatto, naufraga lì.
Quando la polizia scientifica è arrivata al supermercato per i rilievi, il titolare non aveva ancora fatto la conta dei danni e nemmeno aveva potuto fare un inventario per capire se dal supermercato sia sparito o meno qualcosa. Per questo, si procede per tentato furto aggravato.
La fuga, l’intervento della polizia e il fermo
A interrompere l’azione è l’arrivo del titolare del supermercato, che si mette a urlare. I due ragazzini scappano e pochi minuti dopo arrivano le volanti della polizia che li trovano poco lontano, in via Papa Giovanni XXIII. Gli agenti hanno seguito la scia di sangue che i due adolescenti avevano lasciato per terra.
Appena visti gli agenti, cercano di nuovo di scappare, ma i poliziotti li raggiungono e li bloccano. A quel punto, non possono fare altro che portarli in questura.
I proiettili in tasca e la perquisizione a casa
Durante la perquisizione, in tasca ad uno dei due quindicenni vengono trovati alcuni proiettili. Un dettaglio che cambia radicalmente il quadro. Gli agenti decidono così di procedere con una perquisizione domiciliare.

Il ragazzo vive con la madre, che avvisa l’avvocata Francesca Carnicelli, presente durante le operazioni. La perquisizione nella camera e nel garage non porta al ritrovamento di armi. Il giovane si giustifica sostenendo che i proiettili gli sarebbero stati dati da un amico.
Ma la tensione esplode poco dopo.
L’aggressione alla madre e ai poliziotti
Quando si trova davanti al palazzo, mentre i poliziotti stanno controllando il garage, il quindicenne perde il controllo e aggredisce la madre. La colpisce.
Gli agenti intervengono per bloccarlo, ma lui si divincola, colpisce con un pugno il finestrino dell’auto della donna e poi la porta del palazzo. Spacca anche quella.
Nel tentativo di fermarlo, uno degli agenti viene colpito. A quel punto, per il ragazzo, non c’è più spazio per ipotesi alternative. Sia la mamma che il poliziotto vanno al pronto soccorso.
Nei confronti del quindicenne era già stato attivato un codice rosso, sempre per maltrattamenti nei confronti della mamma. A questo si aggiunge il tentato furto e la resistenza. Una somma di reati che convince il pm della procura dei minori a far scattare l’arresto.
Dai precedenti al carcere minorile
Fino a quel momento, nonostante i numerosi precedenti, il quindicenne avrebbe potuto sperare in una denuncia.
L’aggressione di domenica mattina però, ha segnato il punto di non ritorno. Domenica 25 gennaio, la sua corsa scomposta si è interrotta all’istituto penitenziario minorile di Firenze. A 15 anni e mezzo.



