GROSSETO. La Regione Toscana mette sul tavolo 32 milioni di euro per il 2026 con l’obiettivo di contrastare le liste di attesa e migliorare l’accesso alle cure. Una manovra che avrà effetti diretti anche sull’Asl Toscana Sud Est, dunque sui servizi sanitari che riguardano la provincia di Grosseto e l’area della Maremma.
Il piano conferma la linea seguita negli ultimi anni, rafforzando sia l’attività interna delle strutture pubbliche sia il ricorso, quando necessario, al privato convenzionato, affiancando a queste misure un lavoro più stringente sull’appropriatezza delle prescrizioni.
Come verranno distribuiti i 32 milioni
Nel dettaglio, 20 milioni di euro saranno destinati ad aumentare l’attività interna nei presidi sanitari, permettendo a medici, tecnici e personale sanitario di svolgere prestazioni aggiuntive oltre il normale orario di lavoro.
Altri 12 milioni di euro serviranno invece per acquistare prestazioni nelle strutture private accreditate, con un vincolo preciso: le risorse aggiuntive saranno riservate ai residenti in Toscana.
Una quota di 4 milioni sarà assegnata solo alle aziende sanitarie che dimostreranno un miglioramento concreto nei tempi di attesa, in particolare per le prestazioni più critiche come dermatologia e oculistica.
Obiettivi per l’Asl Toscana Sud Est e per Grosseto
Per l’Asl Toscana Sud Est, che comprende anche l’ospedale Misericordia di Grosseto e i distretti territoriali della Maremma, questo significa poter contare su strumenti finanziari e organizzativi per ridurre le attese, soprattutto nelle classi di priorità più urgenti.
La Regione chiede alle aziende sanitarie di garantire il rispetto dei tempi almeno per il 90 per cento degli interventi chirurgici di classe A e B, cioè quelli da effettuare rispettivamente entro trenta e sessanta giorni.
I dati regionali mostrano che esistono ancora margini di miglioramento, in particolare per alcune tipologie di interventi ortopedici e oncologici.
Aumento delle richieste e nodo appropriatezza
Il tema dell’appropriatezza resta centrale. Tra il 2019 e il 2024 la domanda di visite e prestazioni ambulatoriali è cresciuta del 43 per cento, con un aumento del 41 per cento delle visite specialistiche e del 49,8 per cento della diagnostica strumentale rispetto al periodo pre Covid.
Numeri che fotografano una pressione crescente sul sistema sanitario pubblico.
Nonostante questo, nel 2025 il 79,8 per cento delle prime visite specialistiche e il 91,3 per cento delle prestazioni diagnostiche è stato garantito nei tempi massimi previsti. Tuttavia, secondo la Regione, una parte delle richieste non sempre risponde a criteri clinici strettamente necessari, anche a causa di pratiche di medicina difensiva o di visite ripetute.
Quesiti diagnostici e nuove regole per le prescrizioni
Per questo è stato introdotto un sistema di quesiti diagnostici standardizzati, integrato nei software utilizzati dai medici prescrittori, che suggerisce indicazioni cliniche e classi di priorità più appropriate.
La sperimentazione su risonanze magnetiche e Tac ha già portato a una riduzione dell’11 per cento delle prescrizioni inappropriate, e l’obiettivo è estendere progressivamente il modello alle visite specialistiche.
La sfida per la Maremma nel 2026
Per i cittadini della provincia di Grosseto e della Maremma serviti dall’ASL Toscana Sud Est, il piano 2026 rappresenta dunque un tentativo concreto di ridurre le liste di attesa attraverso più prestazioni, maggiore controllo sulle prescrizioni e una migliore organizzazione delle risorse disponibili.
La sfida sarà tradurre gli investimenti in tempi più rapidi e in un accesso più equo alle cure, soprattutto per le prestazioni più delicate e urgenti.




