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Il Tar distrugge le ordinanze: la strada non sarà annaffiata

La strada bianca della Sabatina non sarà annaffiata: il Tar accoglie il ricorso della Provincia contro l’ordinanza del Comune di Campagnatico
Non sarà annaffiata la strada della Sabatina, nel comune di Campagnatico
Non sarà annaffiata la strada della Sabatina, nel comune di Campagnatico

CAMPAGNATICO. La strada non sarà né asfaltata né annaffiata. Il Tar ha accolto il ricorso della Provincia, anche con parole molto chare e forti, e annullato la curiosa ordinanza del Comune di Campagnatico.

La vicenda riguarda la strada della Sabatina, sulla quale, nel tempo, ci sono state due ordinanze del Comune, con la seconda a superare la prima. Nella prima il Comune ordinava alla Provincia di asfaltarla, nella seconda, invece di asfaltarla, di annaffiarla… Per abbattere le polveri.

Per l’annullamento della seconda ordinanza la Provincia ha fatto ricorso al Tar che, nei giorni scorsi, lo ha accolto, annullando l’efficacia dell’ordinanza del Comune. Il quale aveva fatto l’ordinanza senza neppure fare una verifica sugli eventuali danni da polveri.

Il Tar: «Manca una qualche (e seria) valutazione del pericolo»

I giudici del tribunale amministrativo lo dicono con chiarezza: «Non risultano necessarie, al proposito, molte parole per rilevare come l’emanazione delle due ordinanze del sindaco di Campagnatico non sia stata preceduta da una seria istruttoria in ordine alle (presunte) conseguenze negative per la salute derivanti dalla polvere che il passaggio dei veicoli sulla strada solleva e come anche la nota dell’Asl Toscana Sud Est richiamata in funzione motivazionale dei provvedimento risulti essere basata su affermazioni apodittiche e del tutto sfornite di una qualche dimostrazione».

E ancora: «Oltre a mancare un qualche accertamento ad opera dell’organo deputato alle valutazioni ambientali (che è l’Arpat e non l’Asl), l’affermazione della pericolosità dello stato dei luoghi risulta pertanto essere rinviata a generiche affermazioni in ordine ad una presunta pericolosità del particolato che non è per nulla corroborata da dati scientifici riferiti al sito in discorso o che evidenzino una concreta pericolosità per gli abitanti di unità immobiliari che, in alcuni casi, distano anche più di 50 metri dalla strada».

In sostanza, sottolineano i giudici, condannando il Comune di Campagnatico alle spese di giudizio: «Manca del tutto (ed in maniera assoluta) un qualche riferimento a studi clinici in materia di pericolosità del particolato ed il riferimento al pericolo per la salute dei frontisti è del tutto apodittico e non corroborato da una qualche (e seria) valutazione in concreto del pericolo».

Insomma, la strada, bellissima, rimane bianca. Senza asfalto e senza acqua.

L’ex sindaco Grisanti: «I nodi vengono al pettine»

«I nodi stanno venendo presto al pettine e la superficialità con cui si amministra stavolta non è opinione dell’opposizione, ma del Tar della Toscana».

Così l’ex sindaco e capogruppo di opposizione di Insieme per Campagnatico Luca Grisanti commenta la sentenza del Tar.

«In pratica -commenta Grisanti- il sindaco, abituato a denigrare il lavoro della precedente amministrazione, con i suoi atti ha confermato la bontà del lavoro che avevamo portato avanti, immolandosi a protagonista delle cause perse, tanto che il Tar accoglie il ricorso della Provincia, con una motivazione grave per un ente pubblico. Le parole del giudice amministrativo non fanno altro che confermare la correttezza di quanto fatto dalla mia amministrazione, coinvolgendo con la conferenza dei servizi la stessa Provincia, il comune e la Asl per poi, successivamente, interpellare Arpat».

«Questa è la dimostrazione – conclude Luca Grisanti- che la politica si fa con i fatti e non con le parole. La capacità di amministrare  non si concilia con la superficialità. Noi lo abbiamo fatto per anni senza promettere l’impossibile e cercando governare nell’interesse dei cittadini».

«Qui invece emettono ordinanze non supportate dalle opportune istruttorie, cavalcando teorie che risultano non avere un valido supporto tecnico e scientifico, esponendo l’amministrazione a brutte figure ed a spese che, con responsabilità, potevano essere evitate e che ricadranno sulle casse comunali e, di conseguenza, su tutti i cittadini».

«Come minoranza ci riserviamo di prendere provvedimenti da portare all’attenzione degli organi competenti».

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