Talamone, oltre cento persone all’incontro dei secessionisti: «Distacco da Orbetello sfida possibile» | MaremmaOggi Skip to content

Talamone, oltre cento persone all’incontro dei secessionisti: «Distacco da Orbetello sfida possibile»

Il Coordinamento Secessione Talamone rilancia il progetto per passare con Fonteblanda al comune di Magliano in Toscana: «La sconfitta di Casamenti in Provincia è un’altra bocciatura politica»
Una splendida veduta di Talamone, in primo piano il porto
Una veduta di Talamone

TALAMONE. Oltre cento persone hanno partecipato all’incontro pubblico promosso dal Coordinamento Secessione Talamone, che continua a portare avanti il percorso per il distacco di Talamone e Fonteblanda dal comune di Orbetello e il passaggio amministrativo a Magliano in Toscana.

A parlare, davanti a cittadini e proprietari di casa del borgo, sono stati i portavoce Antonio Cagnacci e Maurizio Damato, che hanno rilanciato con forza la mobilitazione civica nata negli ultimi mesi.

«La sconfitta di Andrea Casamenti alla presidenza della Provincia di Grosseto è l’ennesima bocciatura politica di un amministratore che, a Orbetello e nelle sue frazioni, ha collezionato fallimenti, divisioni e abbandono. Dopo il disastro sul porto di Talamone, arriva un altro segnale netto: chi semina arroganza istituzionale, lontananza dai territori e cattiva amministrazione, prima o poi presenta il conto. Questa volta a parlare sono stati i fatti. E i fatti dicono che Casamenti ha perso», dichiarano i due portavoce.

Il progetto di distacco da Orbetello

Durante l’assemblea è stato ricostruito il percorso avviato la scorsa estate, partito dalla raccolta firme per chiedere un referendum sul distacco da Orbetello.

«Noi paghiamo le tasse, ma non otteniamo nulla in termini di servizi e investimenti. Ecco perché ci siamo organizzati. Ecco perché ci siamo uniti, prima qui a Talamone e poi assieme agli amici di Fonteblanda, con l’obiettivo di avviare la procedura per portare le due frazioni dal comune di Orbetello al comune di Magliano in Toscana», spiegano i promotori.

Secondo il Coordinamento, a Talamone la petizione avrebbe raccolto adesioni pari al 60% dei residenti, risultato che viene definito molto significativo e che ha spinto anche Fonteblanda a seguire la stessa strada.

Il ruolo di Magliano in Toscana

Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il posizionamento del sindaco di Magliano in Toscana, Gabriele Fusini, che in passato ha manifestato interesse verso questa prospettiva.

Per il Coordinamento, il passaggio a Magliano potrebbe rappresentare un’opportunità strategica anche sul piano turistico, considerando che il comune non dispone di uno sbocco diretto sul mare.

Tra gli elementi citati come esempio di buona amministrazione figurano la cura del decoro urbano, la gestione dei parcheggi e il recupero delle mura storiche.

Le criticità denunciate a Talamone

Ampio spazio è stato dedicato alle condizioni del territorio e alle opere considerate simbolo dell’abbandono.

Secondo Cagnacci e Damato, il problema «non è soltanto politico ma strutturale» e riguarda un disinteresse consolidato verso la frazione.

Tra le criticità elencate:

  • la spiaggia del Bagno degli Uomini chiusa da una rete metallica deteriorata

  • la spiaggia del Leone inaccessibile

  • il muro sopra la spiaggia del Cannone ancora crollato dopo oltre un anno

  • la situazione della Rocca Aldobrandesca

  • i cartelli che indicano ancora l’acquario chiuso da anni

Nel mirino anche alcune scelte economiche del comune di Orbetello, come l’intervento da circa 600mila euro per asfaltare il centro storico.

Il prossimo passo: legge popolare e referendum

Il Coordinamento guarda ora alla nuova fase istituzionale: una proposta di legge di iniziativa popolare che dovrà essere firmata dai cittadini di Talamone e Fonteblanda, sia nel territorio di Orbetello sia in quello di Magliano.

Una volta raccolte le firme, il testo arriverà in Regione Toscana per il passaggio nelle commissioni competenti e poi, eventualmente, al referendum.

«È una sfida impegnativa, ma è una sfida possibile. La partecipazione di ieri pomeriggio dimostra che la comunità c’è, è viva, consapevole e determinata a difendere il proprio futuro», concludono i portavoce.

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