Superbonus, eliminati cessione del credito e sconto in fattura | MaremmaOggi Skip to content

Superbonus, eliminati cessione del credito e sconto in fattura

La stretta sulla misura mette in crisi il settore edilizia. Ciani di Confartigianato: «Stato d’incertezza, impossibile lavorare»
Un ponteggio per il rifacimento di una facciata con il superbonus, Bonus 110
Un cantiere aperto

GROSSETO. Da mesi, a dire la verità da quando si è insediato il Governo Meloni, il decreto sul superbonus che ha permesso dopo l’era Covid di far ripartire il comparto edilizia con le agevolazioni fiscali, ha fatto discutere. La norma era stata accolta con favore dai cittadini, e le opere per sistemare le case sono cresciute a vista d’occhio, grazie appunto agli “sconti” che lo Stato aveva previsto. Il Governo Meloni ha però messo all’indice la misura: i conti non tornano, e da più parti si sono alzate le proteste.

Cosa dice il nuovo decreto

Il nuovo decreto sul superbonus 110%, per l’efficientamento energetico degli edifici è stato di fatto rivoluzionato: la cessione del credito e lo sconto in fattura infatti sono stati completamente eliminati, non solo per il superbonus, ma anche per gli altri bonus fiscali ed energetici. Una vera virata. A spiegare ancora una volta i motivi è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha definito le norme sul superbonus come “nate in modo scriteriato e che hanno prodotto risultati devastanti per la finanza pubblica”. Portando ad intervenire il Governo con un nuovo decreto legge. 

Le nuove regole del bonus 110

Le nuove regole del bonus 110 sono contenute in un decreto che è stato approvato dal CdM e contiene misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali. In particolare, come dice il comunicato, le norme sono volte alla tutela della finanza pubblica nel settore delle agevolazioni fiscali in materia edilizia e di efficienza energetica. 

  • l’eliminazione, per gli interventi successivi all’entrata in vigore delle nuove norme, delle residue fattispecie per le quali risulta ancora vigente l’esercizio delle opzioni per il cosiddetto sconto in fattura o per la cessione del credito in luogo delle detrazioni;
  • al fine di acquisire, alla scadenza ordinaria del termine previsto per le suddette agevolazioni (4 aprile 2024), l’ammontare del complesso delle opzioni esercitate e delle cessioni stipulate, si esclude l’applicazione dell’istituto della remissione in bonis che avrebbe consentito, con il pagamento di una minima sanzione, la comunicazione funzionale alla fruizione dei benefici fino al 15 ottobre 2024;
  • al fine di garantire un’adeguata e tempestiva conoscenza delle grandezze economiche e finanziarie connesse alle misure agevolative oggetto del decreto, l’introduzione di misure volte ad acquisire maggiori informazioni inerenti alla realizzazione degli interventi agevolabili. È, inoltre, previsto, un corredo sanzionatorio. In particolare, l’omessa trasmissione di tali informazioni, se relativa agli interventi già avviati, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di euro 10.000, mentre per i nuovi interventi è prevista la decadenza dall’agevolazione fiscale;
  • al fine di evitare la fruizione dei bonus edilizi anche da parte dei soggetti che hanno debiti nei confronti dell’erario, come già previsto nel nostro ordinamento in altri casi, si dispone la sospensione, fino a concorrenza di quanto dovuto, dell’utilizzabilità dei crediti di imposta inerenti i bonus edilizi  in presenza di iscrizioni a ruolo o carichi affidati agli agenti della riscossione relativi imposte erariali nonché ad atti emessi dall’Agenzia delle entrate per importi complessivamente superiori a euro 10.000, se scaduti i termini di pagamento e purché non siano in essere provvedimenti di sospensione o non siano in corso piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza;
  • l’introduzione di misure volte a prevenire le frodi in materia di cessione dei crediti Ace, riducendo a una la possibilità di cessione ed estendendo la responsabilità solidale del cessionario alle ipotesi di concorso nella violazione, nonché ampliando i controlli preventivi in materia di operazioni sospette.

Il nuovo decreto Superbonus è stato approvato martedì 26 marzo a sorpresa in Consiglio dei ministri e prevede nuovi limiti all’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie. Il decreto impone, di fatto, lo stop totale a cessione del credito e sconto in fattura.

Le preoccupazioni di Confartigianato edilizia

Proprio l’associazione di categoria, Confartigianato Imprese Grosseto, auspica un ripensamento delle disposizioni da parte del Governo, consegnando al Parlamento l’impegno di un intervento correttivo.

«Le preoccupazioni riguardano soprattutto i lavori nelle aree terremotate, le riqualificazioni degli immobili del terzo settore e gli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche – ha commentato Mauro Ciani segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto – ma questo ennesimo cambiamento ha creato un’ondata di preoccupazione in tutta la filiera degli operatori e tra i committenti degli interventi che non sanno se e quando i lavori potranno riprendere».

«Non è possibile andare avanti così – sottolinea Luca Grechi presidente di Confartigianato comparto edilizia di Confartigianato Imprese Grosseto – perché l’effetto è condannare all’incertezza imprese e investitori. L’ultima modifica al Superbonus risale a gennaio di quest’anno e solo dopo due mesi arriva una nuova stretta e all’improvviso».

«Questa nuova cessazione del contributo, che arriva inaspettata e nella fase di ripartenza, – afferma Massimiliano Di Rosa presidente della rete di imprese Croncreto (Connessione e Creatività Toscana)– rappresenta l’ennesimo colpo al settore delle costruzioni e a tutto il suo indotto. Ma la cosa più grave è non aver mantenuto una deroga per il bonus barriere architettoniche, che non può essere paragonato agli altri bonus edilizi. Le agevolazioni fiscali per persone con disabilità sono un diritto fondamentale per garantire l’inclusione e il sostegno di chi vive con queste specifiche esigenze e la politica se ne deve fare carico».

 

 

 

 

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