Studentessa si allontana dall'aula, poi aggredisce il prof. | MaremmaOggi Skip to content

Studentessa si allontana dall’aula, poi aggredisce il prof.

La ragazza era uscita senza chiedere il permesso e quando è rientrata è stata ripresa dall’insegnante: lo ha colpito alla bocca. La madre della minorenne si è scusata, il consiglio di classe deciderà quali provvedimenti adottare
Un’aula scolastica

GROSSETO. Un colpo sferrato da una ragazzina al volto di un insegnante. L’incubo di tanti docenti, che diventa, anche a Grosseto, realtà. È successo due giorni fa, lunedì 15 gennaio, in una scuola superiore di Grosseto. Vittima, un professore che aveva redarguito la ragazzina, che frequenta la prima superiore, dopo che era uscita dall’aula senza chiedere il permesso. 

Una volta tornata in classe, l’insegnante le aveva chiesto conto del suo comportamento. Ma lei, anziché dare delle spiegazioni, si è messa a inveire e a dire parolacce. L’insegnante si è avvicinato per chiederle di smettere: a quel punto, è stato colpito alla bocca dalla minorenne, che gli ha provocato escoriazioni sia al labbro superiore che a quello inferiore.  La ragazza avrebbe tentato di allontanarlo e per sbaglio lo avrebbe colpito con il cellulare. Almeno questa è la versione della ragazza. 

La mamma della ragazza chiede scusa

È un fatto grave quello successo in una scuola superiore di Grosseto dove, confermano gli insegnanti, rispetto a qualche anno fa il clima è cambiato. «Certe volte il dialogo tra scuola, ragazzi e famiglie è difficile – spiega un’insegnante della scuola dov’è avvenuta l’aggressione – Il nostro compito è quello di educare i ragazzi a vivere in una società civile. Ed è lo stesso compito che hanno le famiglie che però, spesso, devono dividersi tra i figli e il troppo lavoro. E il senso di colpa che sviluppano quando non possono dedicare troppo tempo ai propri figli, a volte si traduce in troppa accondiscendenza». 

La ragazzina che lunedì ha colpito il suo insegnante aveva avuto, anche in passato, qualche atteggiamento un po’ sfrontato. Ma fino a due giorni fa, si era trattato solo di qualche battuta un po’ troppo pesante. Nulla, insomma, che avrebbe fatto presagire quello che poi è successo. 

La mamma della quattordicenne è stata immediatamente contattata dalla scuola: la donna, ha chiesto scusa al professore colpito.

Giovedì 18 gennaio, è stato convocato il consiglio di classe che dovrà decidere quali provvedimenti prendere nei confronti della ragazzina. «Gli studenti – dice ancora la professoressa – devono comprendere che ad ogni azione segue una reazione. Non possiamo fare finta di nulla, ma non vogliamo nemmeno che questa situazione venga caricata troppo. Si parla di una minorenne: il nostro compito è quello di educare gli studenti, quello di accompagnarli nella loro crescita, anche facendo assumere loro le proprie responsabilità». 

L’allarme del Cobas

L’episodio, raccontato dal sindacato Cobas, non è isolato, in Italia. «Anche la Maremma, purtroppo, con questo episodio contribuisce al quadro desolante, oltre che preoccupante emerso dal sondaggio effettuato  lo scorso anno dal portale Skuola.net su 1.800 alunni delle superiori», scrivono.

«Il punto-chiave sta nell’immiserimento materiale e culturale della scuola e nella conseguente delegittimazione e annichilimento della funzione docente operati a partire dalla catastrofica filosofia dell’”autonomia scolastica” e della “scuola azienda” – dicono ancora –  al servizio di una “clientela” che impone i suoi desiderata: una scuola cialtrona, in cui i docenti devono limitarsi a infarinare di generiche “competenze” studenti destinati per la gran parte ad un precariato lavorativo cronico, e proprio per questo rendendo non necessario avere una scuola seria, rigorosa, davvero formativa, né arrecare “disturbo” più di tanto a famiglie e studenti».

 

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