Strage di Niccioleta, le figlie risarcite dopo 80 anni | MaremmaOggi Skip to content

Strage di Niccioleta, le figlie risarcite dopo 80 anni

Il padre di Maria Pia e Giuliana, Adamo, fu ucciso dai nazisti. Con la rivalutazione e gli interessi prenderanno circa un milione di euro. A pagare però non sarà la Germania ma il fondo di garanzia dello Stato italiano per le vittime del Terzo Reich
Strage di Niccioleta, a sinistra il monumento eretto nella frazione di Massa Marittima, a destra i nomi sul cippo a Castelnuovo Val di Cecina
Strage di Niccioleta, a sinistra il monumento eretto nella frazione di Massa Marittima, a destra i nomi sul cippo a Castelnuovo Val di Cecina

MASSA MARITTIMA. Maria Pia e Giuliana Mannini avevano 4 e 2 anni quando rimasero orfane. Quando loro padre Adamo fu ucciso dai soldati nazisti, insieme ad altri 82 civili. Adamo aveva 35 anni ed era uno dei minatori: morì in quella che è ricordata come la Strage di Niccioleta. 

Il suo certificato i morte fu redatto il 16 giugno del 1944 dal Commissario prefettizio del Comune di Castelnuovo Val di Cecina, Nello Fusi, sulla base della copia del verbale di constatazione di morte e riconoscimento dei cadaveri compilato dai carabinieri. 

Operaio, vedovo, la fucilazione di Adamo rese orfane le due bambine. 

La sentenza 80 anni dopo

Sono 22 le pagine che compongono la sentenza con la quale la giudice del tribunale di Firenze Susanna Zanda, ha ordinato l’indennizzo alle due donne, che oggi hanno 84 anni e 81 anni. 

22 pagine nelle quali la giudice ripercorre tutta la storia di quella strage che ha segnato profondamente la Maremma: tra Niccioleta e Castelnuovo Val di Cecina tanti sono i monumenti eretti, che riportano anche il nome di Adamo. Le sue figlie, rimaste orfane, trascorsero l’infanzia in collegio e si ritrovarono solo quando la più grande, Maria Pia, ebbe 18 anni. È stata lei a prendersi cura della sorella Giuliana. 

Anni difficili, quelli, per le due ragazze. Segnate dalla morte dei genitori, dalla lontananza, dalla difficoltà a trovare un lavoro che le rendesse entrambe indipendenti. 

Condannata la Germania, paga l’Italia

Nel 2022 le due sorelle hanno fatto causa alla Germania e ora il tribunale di Firenze ha deciso di risarcirle. La giudice Susanna Zanda ha firmato una sentenza civile che dispone 269.200 euro a testa. Conteggiando gli interessi si arriva a circa un milione in totale.

Assistite dagli avvocati Elia Cremona e Giacomo Crini, le due donne saranno risarcite dallo Stato italiano, attraverso un Fondo di garanzia istituito dal Governo Draghi per risarcire dai crimini del Terzo Reich.

«Come emerge dai documenti – scrive la giudice – le bambine convivevano col padre e avevano soltanto 2 e 4 anni, per cui è presumibile lo stravolgimento delle loro abitudini di vita per la perdita dell’unico genitore rimasto». 

La mamma di Maria Pia e di Giuliana era morto nel 1941 e dopo la morte del padre, le due bambine andarono prima da una zia materna, poi messe in istituto e infine mandate a lavorare. 

«Se anche si tratta di fatti di un lontano passato – scrive la giudice Zanda nella sentenza – ammessa la loro imprescrittibilità, ci si deve idealmente riportare all’anno 1944 presumendo quindi che due bambine di due e quattro anni avessero ancora bisogno del padre per crescere e ne fossero anche affezionate, con conseguente presunzione di di grande sofferenza morale legata alla sua perdita improvvisa e cruenta». 

 

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