MONTE ARGENTARIO. Dopo quasi vent’anni di ricorsi e sentenze, si chiude definitivamente la vicenda delle costruzioni abusive nella zona della Feniglia.
Il Consiglio di Stato ha confermato l’ordine di demolizione delle strutture realizzate senza autorizzazioni all’interno di un campeggio situato sul tombolo, un’area di grande valore paesaggistico e turistico nel comune di Monte Argentario.
Le costruzioni abusive da demolire
La sentenza ribadisce quanto già deciso nel 2007 dal Comune, che aveva ordinato la demolizione di numerosi manufatti giudicati irregolari.
Si tratta di bungalow, motor home, un bar e ristorante, l’edificio del market, lavatoi, tettoie, depositi e box prefabbricati in lamiera.
Secondo i giudici, queste opere hanno alterato in modo rilevante lo stato originario dei luoghi, compromettendo il paesaggio tutelato della Feniglia.
Dalle verifiche dei carabinieri ai primi ricorsi
Tutto è partito da un rapporto dei carabinieri di Porto Santo Stefano, che avevano accertato la presenza di opere edilizie abusive.
La società proprietaria del campeggio – acquistato nel 2003 dal Comune di Orbetello – tentò nel 2007 di regolarizzare la situazione, presentando una pratica di conformità e compatibilità paesaggistica.
Ma la Soprintendenza negò l’autorizzazione, impedendo qualsiasi sanatoria.
Una lunga battaglia legale
Negli anni la società ha portato avanti un contenzioso complesso, ricorrendo anche contro la sentenza del Tar Toscana del 2020, che aveva già respinto le sue istanze.
Il Consiglio di Stato ha ora messo la parola fine, confermando la piena legittimità dell’ordinanza del Comune di Monte Argentario.
Anche il Comune di Orbetello e il Ministero della Difesa erano parte del procedimento, ma Orbetello ha successivamente rinunciato all’appello.
Demolizioni sì, ma il campeggio resterà
Ora quindi, dovrà essere data esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato. L’amministrazione nei prossimi giorni incontrerà la proprietà del campeggio per definire tempi e modalità delle demolizioni.
Alcune opere dovranno essere rimosse, ma la struttura turistica nel suo complesso non verrà chiusa. L’obiettivo è avviare un percorso di riqualificazione dell’area, migliorandone la qualità e l’impatto paesaggistico.




