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Sportello asterisco, contro i pregiudizi sulla sessualità

Il progetto partirà il 21 marzo e punta a sostenere ed ascoltare i ragazzi che appartengono alla comunità queer e i loro genitori. Inoltre ha un canale diretto con L’Asl per le malattie sessualmente trasmissibili
Sportello asterisco: da sinistra Salvatore Bencivenga e Marco Buzzetti

GROSSETO. Parlare di sé, delle proprie emozioni e della vita che si vive è fondamentale da sempre. Ma cosa succede se non si è accettati e se si vive in un contesto con pregiudizi sulla propria sessualità? In questi casi chi viene discriminato rischia di isolarsi ancora più dal mondo.

È in questo spazio che si colloca il nuovo punto d’ascolto “Sportello asterisco”, che si terrà ogni terzo giovedì del mese al Circolo arci Khorakhanè a partire dal 21 marzo. Il progetto è ideato dal Cantiere queer arci aps e Agedo, associazione che si rivolge alle famiglia e gli amici di persone appartenenti alla comunità LGBTQ+.

«Vogliamo un mondo più inclusivo e dove i nostri ragazzi e ragazze vivano in un contesto di accettazione e – dice Marco Buzzetti, di Agedo – perché nessuno si merita di essere isolato solo per la sua sessualità».

Lo sportello si rivolge a tutta la comunità queer, che comprende tutte le persone diverse “da normale”, quindi anche le persone che non appartengono al collettivo LGBTQ+. Inoltre cerca di combattere anche le malattie sessualmente trasmissibili, fra cui anche l’HIV, che nel 2023 ha visto un aumento di casi pari al 400% nella comunità eterosessuale.

I servizi dello sportello

Il punto di ascolto è rivolto anche a chi è affetto da malattie sessualmente trasmissibili. Per questo ha un canale di comunicazione diretto con l’Asl Sud-est, dove le persone che sospettano di aver contratto il virus saranno accolte e indirizzate, prima verso i test e poi verso le cure.

«Abbiamo voluto aprire questo sportello per porgere la mano a chi sta passando un brutto periodo – dice Salvatore Bencivenga, rappresentante di Cantiere queer Arci aps – ed è rivolto a tutti, anche agli eterosessuali, vogliamo essere presenti per i cittadini di Grosseto».

Locandina sportello cancelletto

Lo sportello è aperto a tutti, anche ai genitori che non accettano l’omosessualità dei propri figli.

«In quanto responsabile provinciale di Agedo sono fiero di questo punto di ascolto – dice Marco Buzzetti – in modo che tutti possano esprimersi e confrontarsi con noi. Non so cosa aspettarmi, spero che i genitori capiscano che i loro figli non sono abomini, malati o una disgrazia: il nostro obiettivo è che ci sia accettazione nelle famiglie e nella società per tutti».

Le discriminazioni rivolte alla comunità LGBTQ+

Purtroppo ancora oggi la comunità queer è isolata e discriminata, per questo le due associazioni hanno deciso di aprire questo sportello.

«Anche in famiglia ai ragazzi viene riservato un trattamento che tende a isolarli sempre di più: il silenzio o vengono buttati fuori di casa – dice Buzzetti – oppure gli viene chiesto di rinnegare la loro sessualità. Questo è semplicemente ingiusto».

«Per questi ragazzi è necessario avere un posto dove aprirsi, dove non nascondersi e dove essere accolti – continua – e farlo nelle mura di casa o con i loro amici, non farà altro che renderli felici».

Per chiunque fosse interessato allo sportello cancelletto basta contattare questi numeri per prenotare un appuntamento:

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