MANCIANO. Lo hanno notato mentre si trovava nel territorio di Manciano e il suo modo di fare ha destato qualche sospetto nei carabinieri. Che hanno deciso di avvicinarlo, fermarlo e perquisirlo. Trovandogli così addosso, 50 grammi di eroina.
Droga che sarebbe stato pronto a spacciare, se non fosse incappato in una pattuglia del norm di Orbetello a Marsiliana. Per questo, un uomo di origini tunisine di circa trent’anni, giovedì 5 marzo, è stato arrestato e portato nel carcere di Grosseto. I carabinieri lo cercavano da metà settembre.
Appena i militari hanno scoperto il suo nome e il suo cognome, si sono accorti però che sull’uomo non pesava soltanto l’accusa di spaccio. Ma anche quella di aver fatto fuoco contro un connazionale, ferendolo gravemente a una gamba. E quando il destino decide di tirare i dadi in aria, non si sa mai come cadono.
L’uomo accusato di aver sparato venerdì 6 marzo si troverà di fronte al giudice per le indagini preliminari. Quello che invece era stato ferito, sarà interrogato più avanti, ma per maltrattamenti.
I due, che hanno lo stesso cognome, hanno anche scelto lo stesso avvocato, Giulio Parenti.
Spara poi scappa con la pistola
Nel giro di due giorni, l’avvocato Parenti si è trovato ad essere nominato come difensore da due clienti che però, il 17 settembre 2025 sotto al cavalcavia che si trova sulla strada delle Sante Mariae, si sarebbero trovati l’uno contro l’altro.
Probabilmente, quella notte, il trentenne avrebbe fatto fuoco contro il 24enne per un debito legato allo spaccio di droga. Il giovane era in auto con sua moglie quando è stato raggiunto da un colpo di pistola. Rimasto ferito, la ragazza aveva chiamato subito i soccorsi. L’uomo che invece aveva fatto fuoco era scappato con la pistola in pugno.
Un episodio, quello dello scorso settembre, che aveva creato non poco allarme. Perché per la prima volta in città, i conti erano stati regolati con un’arma da fuoco. E non è nemmeno escluso che dopo la sparatoria, ci siano stati altri episodi di violenza in città, sempre tra gruppi di nordafricani. Chi stava dalla parte del ragazzo che era stato ferito e chi invece da quella di chi aveva sparato.
L’avvocato rinuncia al mandato
L’avvocato Parenti, quando è stata notificata l’ordinanza di divieto di avvicinamento alla moglie del 24enne, ha assunto la sua difesa. Il giovane è infatti accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della moglie incinta.
La mattina dopo, però, è stato avvisato dai carabinieri di essere stato nominato come difensore dall’uomo che la sera del 17 settembre avrebbe fatto fuoco contro il ragazzo. Difesa che non può assumere.




