Solideo, Ermerindo, Biagio e il loro no ai nazisti. Le Medaglie d'Onore Skip to content

Solideo, Ermerindo, Biagio e il loro no ai nazisti. Le Medaglie d’Onore

Toccante cerimonia in prefettura per il Giorno della Memoria. Consegnate le Medaglie d’Onore ai figli di tre internati nei campi di lavoro
Le tre Medaglie d'Onore consegnate in prefettura: Maria Rosaria Elicio (nel riquadro il padre Biagio), Claudio Capannoli (nel riquadro il padre Solideo) e Anna Testa (nel riquadro il padre Ermerindo)
Le tre Medaglie d’Onore consegnate in prefettura: Maria Rosaria Elicio (nel riquadro il padre Biagio), Claudio Capannoli (nel riquadro il padre Solideo) e Anna Testa (nel riquadro il padre Ermerindo)

GROSSETO. Tre eroi, tre italiani che dissero no ai nazisti. La prefettura li ha insigniti della prestigiosa Medaglia d’Onore, concessa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso di una toccante cerimonia. Del resto la seconda guerra mondiale, in Italia, è stata una guerra divisa in due: prima dell’8 settembre del 1943 e dopo l’armistizio.

Internati Militari Italiani (in tedesco Italienische Militärinternierte – IMI) è la definizione attribuita dalle autorità tedesche ai soldati italiani catturati, rastrellati e deportati nei territori della Germania nei giorni immediatamente successivi alla proclamazione dell’armistizio dell’Italia, l’8 settembre 1943.

Dopo il disarmo, soldati e ufficiali vennero posti davanti alla scelta di continuare a combattere nelle file dell’esercito tedesco o, in caso contrario, essere inviati in campi di detenzione in Germania. Solo il 10 per cento accettò l’arruolamento.

Gli altri, circa 600mila, vennero considerati prigionieri di guerra. In seguito cambiarono status divenendo “internati militari” (per non riconoscere loro le garanzie delle Convenzioni di Ginevra), e infine, dall’autunno del 1944 alla fine della guerra, lavoratori civili, in modo da essere utilizzati come manodopera coatta senza godere delle tutele della Croce Rossa loro spettanti.

Solideo Capannoli e Biagio Elicio furono due di loro. Ermerindo Testa era un civile, ma gli toccò la stessa sorte.

La prefetta Paola Berardino, di fronte alle massime autorità civili e militari, ha consegnato ai loro figli la prestigiosa Medaglia d’Onore, nel corso della celebrazione per il Giorno della Memoria 2024.

Foto di gruppo dopo la consegna delle Medaglie d'Onore
Foto di gruppo dopo la consegna delle Medaglie d’Onore

Paola Berardino: «Un sentimento energico e civile»

«Un riconoscimento prima di tutto morale – ha detto la prefetta Paola Berardino – che serve a far emergere dall’oblio un momento di sofferenza. La memoria non è solo un momento doveroso per ricordare le vittime delle persecuzioni, ma è anche un momento in cui si deve esprimere un sentimento energico e civile, perché queste cose non devono succedere mai più».

Solideo, Ermerindo e Biagio, il no e il lungo periodo nei campi di lavoro

La prima medaglia d’onore è stata concessa a Claudio Capannoli, padre di Solideo Capannoli.

Solideo era nato a Roccastrada (Grosseto) il 23 agosto 1918. Fu internato nel campo di concentramento di Buchenwald in Germania, dal dal 10 settembre 1943 al 8 maggio 1945.

È poi deceduto a Massa Marittima (Grosseto) il 10 giugno 1989.

Solideo Capannoli
Solideo Capannoli
La sindaca di Gavorrano, Stefania Ulivieri e la prefetta Paola Berardino consegnano la medaglia d'onore a Claudio Capannoli, figlio di Solideo
La sindaca di Gavorrano, Stefania Ulivieri e la prefetta Paola Berardino consegnano la medaglia d’onore a Claudio Capannoli, figlio di Solideo

Quindi è stata consegnata la Medaglia d’Onore ad Anna Testa, figlia di Ermerindo Testa.

Ermerindo era nato a Cascano di Sessa Aurunca (Caserta) l’11 agosto 1924. Era un civile, ma fu lo stesso internato nel campo di concentramento di Dachau, in Germania.

È poi deceduto a Liestal (Svizzera) il 20 gennaio 1998.

Ermerindo Testa
Ermerindo Testa
Il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti e la prefetta Paola Berardino consegnano la Medaglia d'Onore ad Anna Testa, figlia di Ermerindo
Il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti e la prefetta Paola Berardino consegnano la Medaglia d’Onore ad Anna Testa, figlia di Ermerindo

La terza Medaglia d’Onore è stata consegnata alla dottoressa Maria Rosaria Elicio, figlia di Biagio Elicio. Ed è stato un momento particolarmente importante per la prefettura, perché il capo di gabinetto, Michele Bray, è il figlio di Maria Rosaria e il nipote di Biagio.

Biagio era nato a Ruvo di Puglia (Bari) il 3 luglio 1915. Fu internato nel campo di concentramento di Mappen, in Germania, dall’ 8 settembre 1943 al 2 aprile 1945.

È poi deceduto a Lecce il 12 maggio 1996.

Biagio Elicio
Biagio Elicio
La prefetta Paola Berardino consegna la Medaglia d'Onore a Maria Rosaria Elicio ed a Michele Bray, figlia e nipote di Biagio Elicio
La prefetta Paola Berardino consegna la Medaglia d’Onore a Maria Rosaria Elicio ed a Michele Bray, figlia e nipote di Biagio Elicio

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