ORBETELLO. Orbetello torna al centro delle polemiche per la gestione dei soldi pubblici. La vicenda dell’Osa e delle Terme, che da anni aleggia come un’ombra sulla politica locale, si arricchisce di un nuovo capitolo. La Corte dei Conti, sezione Toscana, ha messo nero su bianco quelle che definisce «gravi criticità» nella gestione processuale di una causa che è costata ai cittadini ben 648 mila euro.
Le Terme dell’Osa, in località Bagnacci sono e restano, dagli inizi degli anni 2000, la grande opera incompiuta del territorio: erano state pensato come il fiore all’occhiello del Comune mentre oggi sono un luogo in completo abbandono, che nel 2017 è stato riconsegnato al comune di Orbetello.
La società concessionaria aveva vinto il bando di gara nei primi anni 2000. I lavori prevedevano grandi investimenti ma dopo l’assegnazione sono subito iniziati i primi problemi. Primo tra tutti il problema del terreno che cedeva. Per proseguire c’era bisogno di interventi inaspettati che complicarono i progetti. Il contenzioso, poi, fermò tutto.
La sentenza, il debito e l’appello mai arrivato
Tutto parte da una sentenza del Tribunale di Grosseto (n. 227/2020), che condannò il Comune al pagamento di una cifra importante: 648 mila euro. Per saldare il conto, il Consiglio comunale fu costretto a riconoscere un debito fuori bilancio, attingendo direttamente alle casse pubbliche.
La cifra non è un risarcimento del danno ma il riconoscimento, secondo il Tribunale, di quanto realizzato dalla società termale Osa srl.
La Giunta guidata dal sindaco Andrea Casamenti decise di non arrendersi e autorizzò un ricorso in appello, affidando un incarico legale. Ma l’azione, che poteva almeno tentare di ridurre l’esborso, è naufragata in modo clamoroso: il ricorso venne presentato oltre i termini, risultando quindi tardivo e irricevibile. Alla fine fu abbandonato, lasciando inalterata la condanna di primo grado.
La stoccata della Corte dei Conti
La Corte dei Conti toscana, nel suo esame, ha sottolineato la doppia beffa per le casse comunali:
«Dall’esame della documentazione sembrerebbe emergere un errore grave da parte dell’ente circa la corretta azione processuale con conseguente danno per le risorse dello stesso: sia per la spesa sostenuta dall’ente nell’ambito dell’incarico legale conferito per l’impugnazione in appello, dal momento che il ricorso è stato successivamente abbandonato in virtù della tardività dei tempi di presentazione dello stesso; sia per l’impossibilità di ribaltare l’esito del giudizio di primo grado»
Tradotto: non solo i cittadini hanno pagato i 648 mila euro, ma hanno anche sostenuto spese legali inutili. Ora gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Corte dei Conti, che potrebbe aprire un’indagine per danno erariale e individuare eventuali responsabilità personali.
La denuncia pubblica di Domenico Covitto
A riportare con forza la questione all’attenzione della cittadinanza è stato Domenico Covitto, da più parti indicato come colui che si candiderà a sindaco nelle prossime amministrative per sfidare Casamenti. Covitto aveva già sollevato dubbi sulla vicenda due anni fa, ricevendo però una risposta sprezzante dal primo cittadino, che lo liquidò definendo i suoi interventi «innumerevoli post inutili» e augurandogli ironicamente «buon Facebook».
Oggi, però, non si tratta più di polemiche social, ma di un potenziale caso di mala gestio amministrativa su cui potrebbe indagare la magistratura contabile.
Una vicenda che pesa sul futuro politico di Orbetello
Il caso Osa, quindi, non è solo una questione di bilanci e carte bollate: rischia di diventare un tema centrale nella prossima campagna elettorale. La figura di Domenico Covitto, che si propone come alternativa alla gestione Casamenti, acquista visibilità proprio nel momento in cui emergono le criticità messe in luce dalla Corte dei Conti.
Se la Procura aprirà un procedimento, le spiegazioni dovranno essere date non solo ai giudici, ma anche e soprattutto ai cittadini.



