GROSSETO. La salute mentale è ancora un tabù: quando si parla di psicoterapia in molti non capiscono quanto, per alcune persone, possa essere necessaria. E non solo per chi ha un disturbo psicologico o di personalità , ma anche per chi attraversa un momento difficile, con ansia, stress o paura. Emozioni che, se non vengono elaborate e affrontate, possono trasformarsi in disturbi fisici reali, come cefalee o problemi allo stomaco.
Insomma, si può affermare senza troppi dubbi che un disagio psicologico può manifestarsi anche attraverso un dolore fisico.
Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce la figura dello psicologo di base, una sperimentazione che ha funzionato così bene da avere già una lista d’attesa e che la Regione ha deciso di prorogare per un altro anno.
«Cittadini, medici di base e pediatri hanno apprezzato molto questo servizio, anche perché permette di accedere a un primo livello di aiuto psicologico in tempi più rapidi- dice Margherita Papa, direttrice del dipartimento psicologico dell’Asl – Il progetto è iniziato a settembre 2024 e nel 2025 la Regione ha deciso di potenziarlo».
Il servizio che cresce sul territorio
Sono molti gli abitanti della provincia che, attraverso il proprio medico di base, si sono rivolti allo psicologo di base. Sono ben 281 le persone che hanno ricevuto assistenza psicologica.
Le richieste di aiuto arrivano per motivi diversi: difficoltà scolastiche, separazioni, malattie, lutti e conflitti familiari.
«Inizialmente c’era solo uno psicologo di base a Orbetello, poi abbiamo ampliato il servizio anche a Grosseto. L’accesso avviene attraverso il medico di base che, dopo gli accertamenti del caso e quando non emerge una patologia fisica, indirizza il paziente allo psicologo – spiega Papa – Dopodiché la persona svolge tra le sei e le otto sedute per capire dove si trova il problema. Solo tra il 10 e il 15% dei pazienti passa poi a una psicoterapia o a una presa in carico psichiatrica».
Ma non solo. Lo psicologo di base aiuta anche i pazienti ad affrontare i conflitti relazionali, lavorando sulla comunicazione.
«In base alla situazione è possibile partecipare anche in due – aggiunge Papa – Per esempio può aiutare a far emergere i problemi tra figli e genitori. E questa figura è molto utile anche nell’elaborazione di un lutto».
Quando il disagio diventa sintomo fisico
La salute mentale è spesso ancora un argomento tabù, come se andare in terapia fosse qualcosa di strano, quando invece l’obiettivo è imparare a gestire il proprio mondo interno. A molte persone capita, in alcuni momenti della vita, di aver bisogno del sostegno di uno specialista, per esempio dopo un lutto o durante una fase particolarmente stressante. Emozioni che, se non affrontate, possono trasformarsi in sintomi reali e diventare nel tempo anche cronici.
«I sintomi psicosomatici possono manifestarsi con cefalee o dolori allo stomaco e per i medici di base, dopo gli accertamenti del caso, è evidente che si tratti di un sintomo reale, ma non legato a una malattia fisica – dice Papa – Questo servizio ci aiuta molto a evitare che un sintomo si trasformi in un disturbo strutturato, proprio perché lo intercettiamo prima».
«Prima il medico doveva prescrivere una visita al centro di salute mentale e questo allungava di molto le liste d’attesa – continua – Così invece il paziente riesce a ricevere l’aiuto psicologico necessario prima. Il servizio ha iniziato a essere conosciuto grazie al passaparola, sia tra medici e pediatri sia tra i pazienti stessi, e il 90% delle persone che si è rivolto al servizio si è detto soddisfatto».
Una consulenza breve per intervenire prima
Le sedute previste sono dalle sei alle otto: si tratta di una consulenza breve che permette ai pazienti di prendere consapevolezza del proprio funzionamento emotivo, alleviando così i sintomi fisici ed evitando che la situazione si aggravi.
«Questa figura può essere di sostegno anche in momenti complessi, come un lutto o un rapporto familiare difficile a causa della mancanza di comunicazione – spiega Papa – Per esempio, se si tratta di un problema tra genitori e figli, lo specialista li aiuta a far emergere le difficoltà che vivono nella quotidianità ».
Questo servizio rafforza anche la presenza dell’assistenza psicologica sul territorio.
«Lo psicologo di base ci aiuta a diminuire le liste d’attesa e a intercettare il prima possibile situazioni che potrebbero aggravarsi. I pazienti che poi hanno avuto bisogno di un’assistenza specialistica sono pochi – conclude Papa – L’accesso avviene sempre tramite il medico di base, anche per escludere malattie fisiche. Il servizio funziona e siamo molto orgogliosi della proroga di un anno».
Per contattare lo psicologo di base, dopo un passaggio dal medico di base, è possibile inviare una email a psicologiadibase.grosseto@uslsudest.toscana.it oppure a psicologiadibase.orbetello@uslsudest.toscana.it.



