Scuole tennis, super Ct Grosseto: prima in Toscana e nona in Italia Skip to content

Scuole tennis, super Ct Grosseto: prima in Toscana e nona in Italia

Risultato eccezionale per la scuola tennis del Ct Grosseto, è la migliore della regione. E fra le prime 10 in Italia. Ecco le classifiche Fitp
Scuole tennis, il Ct Grosseto ai vertici in Italia: i 4 maestri Giulio China, Fabio Parigi, Valeria Prospeti e Alberto Sarubbi
Scuole tennis, il Ct Grosseto ai vertici in Italia: i 4 maestri Giulio China, Fabio Parigi, Valeria Prosperi e Alberto Sarubbi

GROSSETO. In Italia non ci sarebbe un campione come Jannik Sinner se non ci fosse chi parte dalla base, fa appassionare i bambini al tennis, poi li fa crescere, allenamento dopo allenamento, torneo dopo torneo. Le scuole tennis sono fondamentali per la crescita di tutto il movimento, sia che si giochi a tennis, che a beach tennis, che a padel, ora anche a pickleball.  E il Ct Grosseto è una delle migliori scuole d’Italia, la migliore della Toscana. A certificarlo sono le classifiche pubblicate da poco sul sito della FederTennis, del Grand Prix Scuole.

Sono cinque le categorie di scuole tennis riconosciute dalla Fitp in Italia:  

  • Club,
  • Basic,
  • Standard,
  • Super,
  • Top.

La scuola del Ct Grosseto è una scuola standard e nella sua classifica è arrivata al terzo posto (su 429 complessive), dietro a una scuola di Pescara e una di Savona.

E nella classifica generale il Ct Grosseto è arrivato al 9° posto assoluto in Italia, su 1937 scuole. Ed è la prima in Toscana.

Un risultato eccezionale, grazie a 4 maestri

Sono 4 i maestri della scuola tennis del Ct Grosseto: Giulio China, Fabio Parigi, Valeria Prosperi e Alberto Sarubbi. Quattro professionisti che lavorano per la formazione dei tanti ragazzi che giocano sulla terra rossa di via Cimabue.

«Il Grand Prix – sottolinea Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi  (testo tratto dal sito ufficiale Fitp, ndr)  – valuta il circolo di allenamento e le sue metodologie, oltre a verificare quanti bambini vengono convocati nei centri periferici under 10, 12 14 e 16, oppure a Formia e a Tirrenia. In questo caso non prendiamo in considerazione il tesseramento bensì la provenienza, con i nostri tecnici che vanno nei circoli periodicamente e li conoscono alla perfezione, fino a saperne tracciare un quadro chiaro ed esaustivo».

L’obiettivo è chiaro ed è di lungo periodo. Ecco perché nel tracciare questi ranking si tiene conto del rendimento dei giovani.

«Non andiamo oltre i 20 anni – prosegue Dell’Edera – perché fino a quel punto riusciamo a monitorare l’attività di base dei circoli, poi diventa più complesso. Ai raduni tecnici di una decina di anni fa arrivavano i soliti Insegnanti dei soliti circoli. Nell’ultima decade abbiamo visto più di seicento scuole che producono ragazzini di qualità. Ma ne abbiamo circa 2000 in tutto lo Stivale, quindi abbiamo margine per crescere». 

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