GROSSETO. In Italia non ci sarebbe un campione come Jannik Sinner se non ci fosse chi parte dalla base, fa appassionare i bambini al tennis, poi li fa crescere, allenamento dopo allenamento, torneo dopo torneo. Le scuole tennis sono fondamentali per la crescita di tutto il movimento, sia che si giochi a tennis, che a beach tennis, che a padel, ora anche a pickleball. E il Ct Grosseto è una delle migliori scuole d’Italia, la migliore della Toscana. A certificarlo sono le classifiche pubblicate da poco sul sito della FederTennis, del Grand Prix Scuole.
Sono cinque le categorie di scuole tennis riconosciute dalla Fitp in Italia:
- Club,
- Basic,
- Standard,
- Super,
- Top.
La scuola del Ct Grosseto è una scuola standard e nella sua classifica è arrivata al terzo posto (su 429 complessive), dietro a una scuola di Pescara e una di Savona.
E nella classifica generale il Ct Grosseto è arrivato al 9° posto assoluto in Italia, su 1937 scuole. Ed è la prima in Toscana.
Un risultato eccezionale, grazie a 4 maestri
Sono 4 i maestri della scuola tennis del Ct Grosseto: Giulio China, Fabio Parigi, Valeria Prosperi e Alberto Sarubbi. Quattro professionisti che lavorano per la formazione dei tanti ragazzi che giocano sulla terra rossa di via Cimabue.
«Il Grand Prix – sottolinea Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi (testo tratto dal sito ufficiale Fitp, ndr) – valuta il circolo di allenamento e le sue metodologie, oltre a verificare quanti bambini vengono convocati nei centri periferici under 10, 12 14 e 16, oppure a Formia e a Tirrenia. In questo caso non prendiamo in considerazione il tesseramento bensì la provenienza, con i nostri tecnici che vanno nei circoli periodicamente e li conoscono alla perfezione, fino a saperne tracciare un quadro chiaro ed esaustivo».
L’obiettivo è chiaro ed è di lungo periodo. Ecco perché nel tracciare questi ranking si tiene conto del rendimento dei giovani.
«Non andiamo oltre i 20 anni – prosegue Dell’Edera – perché fino a quel punto riusciamo a monitorare l’attività di base dei circoli, poi diventa più complesso. Ai raduni tecnici di una decina di anni fa arrivavano i soliti Insegnanti dei soliti circoli. Nell’ultima decade abbiamo visto più di seicento scuole che producono ragazzini di qualità . Ma ne abbiamo circa 2000 in tutto lo Stivale, quindi abbiamo margine per crescere».



