GROSSETO. Doveva essere uno dei simboli della rinascita scolastica finanziata dal Pnrr, ma la nuova scuola di via Montebianco finisce al centro delle proteste delle famiglie.
Nel mirino ci sono i lavori di demolizione del vecchio edificio scolastico, partiti mentre le lezioni sono ancora in corso e con centinaia di bambini presenti ogni giorno nella nuova struttura. Ed a poco serve che gli operai annaffino i detriti.
Secondo diversi genitori, i disagi sarebbero ormai diventati pesanti: rumori continui durante le lezioni; polveri provenienti dal cantiere; problemi di aerazione; assenza di tende nelle aule più esposte al sole e palestra e mensa non ancora disponibili.
Una situazione che nelle ultime ore ha fatto crescere fortemente la tensione fra le famiglie.
La denuncia dei genitori: «Bambini che si sentono male»
A raccontare il clima che si vive all’esterno della scuola è una delle mamme che in queste ore stanno protestando con il Comune e con la dirigenza scolastica. Ma la vicenda è seguita dal rappresentante di classe e sono numerose le sezioni in agitazione.
«Stiamo andando a prendere i bimbi perché c’è un problema di polveri già segnalato da un medico tramite Pec personale per la salute pubblica dei bambini», racconta la madre.
Secondo quanto riferito dai genitori, la comunicazione inviata dal medico sarebbe stata trasmessa sia al sindaco che alla dirigente scolastica.
«A quella Pec – sostiene la mamma – non è arrivata alcuna risposta».
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Aule senza tende e problemi di aerazione
Fra i problemi più segnalati c’è quello del caldo all’interno delle classi. Le aule esposte al sole, secondo le famiglie, sono prive di tende e con sistemi di aerazione non ancora pienamente funzionanti.
«I bambini lato sole sono obbligati a stare chiusi senza tende e senza aria condizionata», racconta ancora la madre. E in questi giorni fa parecchio caldo.
Una situazione che, secondo il racconto dei genitori, ha provocato anche malori fra alcuni alunni e difficoltà nello svolgimento delle lezioni. «Ci sono bambini che oggi si sono sentiti male e anche ieri. Le maestre non riescono a fare lezione normalmente e hanno rinviato i compiti», aggiunge.
La corsa contro il tempo per il Pnrr
Dietro alla decisione di procedere subito con la demolizione ci sarebbe anche la necessità di rispettare le tempistiche previste dal Pnrr.
Secondo quanto riferito dai genitori, il Comune starebbe accelerando i lavori per completare la rendicontazione entro la fine di giugno, termine decisivo per ottenere i finanziamenti legati al progetto.
Ed è proprio questo il punto che sta facendo discutere le famiglie: da una parte la necessità di rispettare le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dall’altra la gestione quotidiana della sicurezza e delle condizioni ambientali per bambini e insegnanti.
Le mail inviate alla dirigente scolastica
Nel frattempo cresce anche la mobilitazione dei genitori.
Le famiglie delle classi coinvolte spiegano di aver inviato numerose mail alla dirigente scolastica per segnalare appunto la presenza di polveri; il caldo nelle aule; i problemi organizzativi e le difficoltà vissute dai bambini durante l’orario scolastico.
La vicenda rischia adesso di aprire un nuovo fronte polemico sulla gestione dei cantieri scolastici finanziati con i fondi Pnrr e sull’equilibrio fra rispetto delle scadenze burocratiche e tutela della quotidianità degli studenti.
L’assessore Ginanneschi: «Al lavoro per risolvere i problemi»
«Il problema è legato al ricambio dell’areazione e al ricircolo dell’aria – spiega l’assessore Riccardo Ginanneschi – siamo già sul posto per cercare di risolvere in breve tempo, insieme ai tecnici e ai rappresentanti di classe. Se aprono le finestre per fare riscontro entrano caldo e polvere. Per la polvere stiamo ovviando con l’irrigazione e lo faremo in modo maggiore. Sono andato personalmente a vedere come stanno le cose e faremo di tutto per eliminare i disagi. Alla fine daremo alla città una scuola migliore, moderna e molto sicura».
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